Villaggio Giuliano di Campedello, inaugurata una targa in ricordo dell’accoglienza in questo luogo degli esuli istriani, giuliani e dalmati

È stata inaugurata questa mattina, al Villaggio Giuliano di Campedello, la targa installata in via Bertolo in ricordo degli esuli istriani, giuliani e dalmati. Un’iniziativa, promossa dai consiglieri comunali Cecilia Bassanello e Alessandro Marchetti, che si è svolta oggi proprio nel villaggio le cui abitazioni, a metà degli anni Cinquanta furono destinate a ospitare i profughi istriani, giuliani e dalmati, costretti a scappare dalle proprie terre.

Tra i presenti alla cerimonia, il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, l’assessore Leonardo Nicolai, e gli stessi consiglieri Bassanello e Marchetti. A prendere la parola per prima è stata Maria Cristina Sponza, presidente dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, seguita dalla consigliera di Quartiere 4 Franca Bonetto, dagli interventi di Roberto Pillepich e di Giulia Stella, entrambi figli di esuli, e infine dal primo cittadino.

«La partecipazione di oggi racconta molto bene quanto fosse atteso questo momento – le parole del sindaco Possamai -. L’installazione di questa targa è un gesto di memoria, di riconoscenza e anche di responsabilità verso una pagina della storia della nostra città. Il 10 di febbraio ripetiamo sempre che colpevolmente quella delle foibe e dell’esodo è una pagina che è stata per troppo tempo dimenticata, cancellata, rimossa o nascosta della storia del nostro Paese. Questo significa che ciascuna comunità, nello specifico quella vicentina, ha il compito, per quanto può, di raccontare pezzi di quella storia e di fare memoria. Il fatto di mettere qui un’altra pietra miliare del ricordo di ciò che è stato, ha di certo un grande valore. È importante dunque ricordare il dramma vissuto dagli esuli istriani, fiumani e dalmati: migliaia di donne, uomini, bambini costretti ad abbandonare la propria terra, la propria casa, i propri affetti. Vicenza seppe essere una città accogliente e questo luogo ne è la testimonianza concreta. Per questo motivo la collocazione di questa targa ha un significato particolare: non è soltanto un ricordo storico, ma è il riconoscimento di una comunità che ha saputo costruire solidarietà, integrazione e umanità, integrandosi in un momento difficilissimo della storia italiana. Il senso di questa targa è restituire voce e attenzione a vicende che hanno segnato migliaia di persone e che devono far parte pienamente dell’identità nazionale e cittadina».

«Ringrazio tutta la comunità che si è attivata per porre questa targa – dichiara l’assessore Nicolai – e la Commissione di toponomastica che ha contribuito anche alla sua scrittura. Il ruolo della commissione è ricordare per dare un’identità e quindi far sentire i luoghi più propri, più parte di un racconto di una città e l’iniziativa di oggi ne è un perfetto esempio».

Dopo i discorsi delle autorità, il sindaco Possamai ha provveduto a scoprire la nuova targa e a leggere il testo riportato, prima della benedizione di don Ivan Arsego.

La proposta per la collocazione della targa è stata suggerita dai pochi esuli ancora in vita e testimoni del dramma giuliano-dalmata del secondo dopoguerra. L’obiettivo dell’iniziativa è che, anche quando i pochi testimoni diretti non ci saranno più, la targa rappresenti un ricordo del significato d’origine del Villaggio Giuliano di Campedello. Proposta, sostenuta anche dall’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia di Vicenza e dal Consiglio di Quartiere 4 della Riviera Berica. La targa è stata collocata sul muro esterno di uno degli edifici del villaggio.

Il testo riportato, che ricalca quello della targa posata presso l’omologo Villaggio Giuliano di Roma, rivisto dalla Commissione consultiva per la toponomastica cittadina in accordo con l’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia di Vicenza, è il seguente: “In questo luogo nel 1955 trovarono ospitalità gli esuli istriani, fiumani e dalmati costretti ad abbandonare la propria terra per rimanere liberi cittadini italiani. A ricordo, la Città di Vicenza pose 16 maggio 2026”.

(Comune di Vicenza)