
Nel tardo pomeriggio di mercoledì 20 maggio si sono celebrati i Primi Vespri della solennità patronale di San Zeno nella Basilica che ne custodisce le spoglie mortali.
Il vescovo Domenico Pompili, rivolgendosi all’autorità e amministratori convenute, ha rivolto il Discorso alla città partendo da un versetto della Prima lettera di Pietro: “Non per forza, ma volentieri, secondo Dio”. Si tratta, secondo il successore sulla Cattedra del Patrono, di un invito pressante a quanti hanno responsabilità a «fare le cose non perché costretti, ma spontaneamente. Non sotto pressione, ma col sorriso».
Proprio l’elemento del sorriso è stato indicato fondamentale: «San Zen che ride è l’immagine di un adulto che dà fiducia e che ispira fiducia» ha evidenziato mons. Pompili prima di aggiungere: «Oggi è questa una provocazione e un appello, perché il nostro mondo è attraversato dal dolore, dalla violenza, dalla paura». Citando, quindi, lo scrittore Hermann Hesse (1877-1962) ha sottolineato: “L’arte della vita sta nell’imparare a soffrire e nell’imparare a sorridere”.
In particolare, gli adulti dovrebbero imparare a sorridere ai giovani, spesso considerati sdraiati, assenti, indifferenti e per questo visti con sguardo corrucciato, se non con invidia o sufficienza. A loro – che si sono mobilitati davanti alle preoccupazioni legate all’economia, ai diritti e al futuro collettivo – il Vescovo ha invitato a restituire la possibilità di sorridere, escludendoli non dalle decisioni bensì da quel clima di «ritiro, adattamento al ribasso delle aspettative, rinuncia ad investire nel futuro del proprio Paese».
La speranza è data dal fatto che, pure in questo tempo di fatica, si sta facendo strada una profezia e una verità rappresentata dai «giovani che non si accontentano, che sentono la dissonanza tra ciò che viene promesso e ciò che viene consegnato, che si fermano di fronte a un mondo che corre senza sapere dove».
A conclusione del Vespro il Vescovo con le autorità si sono recate alla tomba di san Zeno per affidare nella preghiera la Chiesa e la città di Verona al patrono. Infine, è stato consegnato agli amministratori il Bilancio etico-sociale 2025 di Caritas diocesana veronese.
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