Carburanti. Faib Confesercenti del Veneto centrale: «Gli interventi spot sulle accise non bastano più. serve subito la riforma del settore

Gli interventi temporanei sulle accise non sono più sufficienti. Per Faib – Confesercenti del Veneto Centrale il caro carburanti non può continuare a essere trattato come una semplice emergenza passeggera, da affrontare con misure spot e provvedimenti provvisori. Serve invece una riforma strutturale del settore, attesa da anni e già pronta nei tavoli ministeriali.

«Per famiglie, imprese, trasportatori, commercianti e gestori degli impianti del nostro territorio il costo dei carburanti resta una voce pesantissima – interviene Paolo Benvenuti, presidente Faib,Confesercenti del Veneto Centrale –. Ogni aumento alla pompa si scarica sulla mobilità quotidiana, sulla distribuzione delle merci, sui costi delle attività economiche e, alla fine, anche sui prezzi pagati dai cittadini. Pensare di rispondere solo con interventi temporanei sulle accise significa non affrontare il problema alla radice».

Il quadro internazionale continua a essere segnato da forti incertezze. Le tensioni geopolitiche, l’instabilità dei mercati energetici e la difficoltà di prevedere tempi e soluzioni rendono sempre meno credibile una gestione esclusivamente emergenziale. In questo contesto, misure come il taglio delle accise, peraltro ormai ridotto ai minimi termini, non possono essere considerate una risposta adeguata a una crisi che riguarda l’intero sistema produttivo.

«Il punto non è solo il prezzo del pieno – prosegue Benvenuti –. Il punto è la tenuta di un settore che da troppo tempo attende regole nuove, più trasparenti e più giuste. Dopo oltre tre anni di lavoro, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e tutte le componenti della filiera sono arrivati a un testo di riforma fatto e finito. È legittimo chiedersi perché quel testo sia ancora fermo nei cassetti».

La riforma punta a obiettivi considerati essenziali: rendere più efficiente e razionale la rete distributiva, accompagnare la transizione verso nuovi vettori energetici, rafforzare i controlli contro illegalità e comportamenti distorsivi che sottraggono ogni anno miliardi di euro alle casse dello Stato, e restituire condizioni di lavoro legali ed eque ai gestori degli impianti.

Un passaggio, quest’ultimo, che per Confesercenti del Veneto Centrale riguarda da vicino anche il territorio padovano e veneto. «I gestori sono spesso il volto più esposto della filiera – sottolinea l’associazione – ma anche quello più fragile. Da anni denunciano margini sempre più stretti, pressioni crescenti e condizioni contrattuali che rischiano di portare il settore verso una deriva non più accettabile. Non si può parlare di transizione energetica senza garantire dignità e sostenibilità economica a chi ogni giorno tiene aperti gli impianti».

Secondo Confesercenti del Veneto Centrale, una riforma organica avrebbe ricadute positive non solo per gli operatori, ma per l’intera collettività. Una rete più efficiente, più controllata e più trasparente potrebbe incidere sulla concorrenza, ridurre le distorsioni del mercato e produrre benefici anche sui prezzi finali dei carburanti.

«Per questo chiediamo una risposta chiara e rapida – conclude Faib Confesercenti del Veneto Centrale –. Non si può continuare a rinviare. Se la riforma è pronta, deve arrivare in Parlamento e diventare legge. Le imprese e i cittadini del nostro territorio non hanno bisogno di annunci temporanei, ma di scelte strutturali, capaci di dare stabilità, legalità e prospettiva a un comparto essenziale per l’economia quotidiana».

(Confesercenti Veneto Centrale)