Presentata a Padova la proposta di legge di iniziativa popolare: “Raccogliamo 50mila firme per negozi di vicinato

In certi quartieri basta camminare cinque minuti per contare le serrande abbassate: una macelleria chiusa, una cartoleria che non ha trovato un erede, un negozio rimasto aperto solo di mattina. Non è un fenomeno locale, riguarda ogni centro storico, ogni via di paese, ogni periferia urbana del Veneto. E Confesercenti ha deciso di rispondergli con una proposta di legge.
L’associazione a livello nazionale ha depositato presso la Corte di Cassazione la proposta di legge di iniziativa popolare “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 19 maggio 2026. Da quel momento è partita la raccolta delle firme: ne servono almeno cinquantamila per portare il testo in Parlamento, e la raccolta avviene online, tramite SPID o CIE, sulla piattaforma del Ministero della Giustizia o tramite raccolta firme in presenza.
I numeri, del resto, raccontano una storia diversa da quella che si immagina: nove acquisti su dieci al dettaglio avvengono ancora nel negozio fisico, non online. Il commercio digitale copre appena il 13% del totale, mentre il resto vive ancora nei quartieri, nelle piazze, nelle strade di ogni città. Non è un settore in declino: è un settore che manca di strumenti adeguati.
«Questa iniziativa è stata accolta con entusiasmo anche dai nostri soci e dei presidenti di categoria, che hanno scelto di essere presenti alla conferenza stampa in prima fila – sottolinea Flavio Convento, presidente di Confesercenti del Veneto Centrale –. Ringrazio la vicepresidente Nicoletta Allibardi, Daniele Bettella, presidente della Fondazione Negozi Storici, Andrea Gaddi, nostro delegato per il centro storico, Silvana Rossi, Lara Pellidea, Bruna Gallo, presidente dell’associazione Gattamelata, Elena Magello, in rappresentanza dell’imprenditoria femminile, e il rappresentante degli operatori ambulanti. Abbiamo ricevuto numerosi messaggi e lettere di vicinanza, tra cui quello della Camera di Commercio, e nelle prossime settimane intendiamo ampliare ulteriormente il coinvolgimento delle istituzioni, delle associazioni e della società civile. Un ringraziamento particolare va anche a chi ha scelto di sostenerci pur provenendo da mondi diversi dal nostro: lo scrittore Matteo Righetto, il rugbista Mauro Bergamasco. Hanno accettato di esserci perché hanno compreso che una città senza negozi di vicinato non rappresenta soltanto un problema per i commercianti, ma una perdita per l’intera comunità».
Il cuore della proposta è l’istituzione delle Zone Economiche Speciali di Prossimità (ZESpro): aree urbane e periurbane che Regioni e Province autonome potranno designare per avviare programmi mirati di rilancio delle attività di vicinato. All’interno di queste zone è previsto un regime fiscale di vantaggio per le imprese, misure di sostegno finanziario e semplificazioni amministrative. Il testo prevede inoltre un fondo dedicato agli interventi attuativi e l’istituzione, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, di un Osservatorio per monitorare l’efficacia delle misure nel tempo. A sostenere le misure anche una fonte di finanziamento specifica: una quota della tassazione sulle vendite online, riportata sul territorio a beneficio di chi il negozio lo tiene aperto ogni giorno.
«I centri storici del Veneto si stanno svuotando. Lo vediamo ogni giorno: attività storiche che chiudono, strade che perdono vita, quartieri che si trasformano in dormitori. Tenere aperta una piccola impresa di prossimità non è solo una scelta economica, è un presidio sociale. Con questa proposta di legge chiediamo allo Stato di riconoscerlo, e di dare finalmente alle imprese del commercio e dei servizi gli strumenti concreti per restare sul territorio» afferma Flavio Convento, presidente di Confesercenti Veneto Centrale. «Partiamo dalla città di Padova con l’idea di toccare più territori possibili della Provincia anche attraverso delle serate dedicate».
«La proposta di Confesercenti coglie un punto decisivo: i negozi di vicinato non sono solo attività economiche, ma presìdi sociali, luoghi di relazione e sicurezza urbana, pezzi fondamentali dell’identità dei nostri quartieri. Per questo ogni strumento che metta insieme sostegno alle imprese, semplificazione amministrativa e rigenerazione urbana va guardato con grande attenzione. –  commenta il vicesindaco Antonio Bressa – A Padova stiamo lavorando da tempo perché il commercio di prossimità resti vivo, accessibile e radicato nei quartieri. Le Zone Economiche Speciali di Prossimità possono rappresentare una cornice utile, se accompagnate da risorse vere e da politiche territoriali concrete. Il tema è semplice: senza negozi, servizi e attività diffuse, le città si svuotano e diventano meno vive. Sostenere chi ogni giorno tiene alzata una serranda significa sostenere la qualità della vita urbana».
Confesercenti Veneto Centrale aderisce pienamente alla campagna e invita tutti i cittadini e tutti gli imprenditori del territorio, dal commercio al turismo, dalla ristorazione ai servizi, a firmare la proposta e a diffonderla nelle reti locali.
Le ZESpro rappresentano uno strumento di valore perché mettono insieme fiscalità di vantaggio, sostegno finanziario, semplificazione amministrativa e rigenerazione urbana. Non devono essere lette come una misura isolata, ma come una cornice entro cui costruire politiche territoriali più efficaci e capaci di incidere davvero sullo sviluppo dei territori. Sgravi, semplificazioni, presidio del territorio: sono i tre assi su cui questa proposta vuole costruire il futuro del commercio di prossimità. Le firme, adesso, sono il primo passo.

(Confesercenti Veneto Centrale)