Verona, 13 giugno 2026 – Una giornata di confronto a tutto campo con i veri protagonisti della Lessinia. Nei giorni scorsi l’Assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, Dario Bond, accompagnato da Alex Vantini e Massimo Albano, Presidente e Direttore ci Coldiretti Verona, e dai presidenti locali dell’associazione, ha voluto toccare con mano le realtà produttive della montagna veronese per fare il punto sulle problematiche più urgenti.
Al centro del tavolo politico e operativo sono stati affrontati tutti i temi caldi del territorio che mettono a rischio la tenuta del sistema agricolo e zootecnico locale: dalla gestione della fauna selvatica e la convivenza con il lupo, all’impatto della direttiva nitrati sulle aziende di montagna; dalle difficoltà legate alla burocrazia asfissiante e all’accessibilità delle aree montane, fino alla questione cruciale del prezzo del latte alla stalla, che stenta a garantire una giusta redditività agli allevatori.
La delegazione ha fatto tappa a Bosco Chiesanuova in due fiori all’occhiello della zootecnia locale: l’Azienda Agricola Pezzo Cesare (in Contrada Truffa), specializzata nell’allevamento di vacche da latte e nella coltivazione biologica di patate, e l’Azienda Agricola Vinco Marco (in Contrada Vinchi), anch’essa pilastro del settore lattiero-caseario locale grazie alla tecnologia avanzata utilizzata in azienda.
“La Lessinia, così come tutta la zona montana della nostra provincia, ha un disperato bisogno di attenzioni concrete”, ha evidenziato il Presidente di Coldiretti Verona, Alex Vantini. “Le aziende di questo territorio sono ormai in forte difficoltà nel portare avanti un’attività che non è solo economica, ma rappresenta una vera e propria opera di manutenzione del territorio. Ricordiamoci che l’allevamento permette il pascolo e la gestione dei prati: senza il lavoro degli allevatori, lo straordinario paesaggio che siamo abituati ad ammirare in queste zone verrebbe rapidamente sopraffatto dal bosco selvaggio. Ringrazio davvero l’assessore Bond per essersi messo a disposizione”.
“Le nostre aziende agricole di montagna – ha rimarcato il Direttore di Coldiretti Verona, Massimo Albano – sono un patrimonio economico e sociale inestimabile. Non possiamo permettere che normative rigide come la direttiva nitrati vengano applicate alla montagna senza i dovuti correttivi o che la carenza di infrastrutture e l’isolamento viario penalizzino chi decide di investire qui. Abbiamo chiesto all’Assessore impegni precisi nei confronti degli imprenditori per valorizzare le produzioni d’eccellenza come quelle che abbiamo visto durante la sua visita”.
“Voglio ringraziare Coldiretti Verona che fin dall’inizio del mio mandato mi hanno attivamente coinvolto per illustrarmi le criticità della montagna veronese”, ha dichiarato l’Assessore regionale all’Agricoltura, Dario Bond. “Questo territorio esprime una potenzialità incredibile, capace di dare vita a eccellenze straordinarie come le ciliegie e il latte. Dobbiamo stare vicini a questi produttori, favorendo non solo il ricambio generazionale ma anche la nascita di sinergie e filiere uniche capaci di valorizzare al meglio il prodotto. Fare agricoltura in montagna significa fare fatica come nel caso dello sfalcio con pendenze difficoltose che si traducono inevitabilmente in costi maggiori rispetto alla pianura. Per questo dobbiamo fare un focus preciso per capire cosa possiamo dare in più a questi agricoltori, che sono le vere sentinelle e i presidi del territorio, andando anche oltre l’indennità compensativa già prevista nel Complemento di Sviluppo Rurale (CSR)”.
“Sulla questione lupo – ha poi aggiunto Bond – interverremo stanziando appositi fondi destinati alle polizie provinciali per monitorare gli esemplari sul territorio. Il focus sarà mirato all’individuazione dei soggetti particolarmente aggressivi che causano le predazioni più pesanti. Le misure di prevenzione attuali mostrano forti limiti, a eccezione dei cani da guardiania che restano un buon meccanismo, sebbene molto oneroso. Proprio per questo, tagliando alcune spese interne, ho già individuato una somma nel bilancio regionale per sostenere gli allevatori nel mantenimento di questi cani”.
