Al via dal 15 luglio nelle sale di Palazzo Chiericati a Vicenza le attività di Museum Moves, il progetto promosso da e20danza con il Comune di Vicenza, i Musei di Vicenza e realizzato con il sostegno della Fondazione Banca Popolare di Marostica – Volksbank.
L’iniziativa, che introduce pratiche di danza nei musei civici di Vicenza ed è presente da un anno con il progetto dedicato agli adolescenti Future Moves, quest’anno propone classi di danza rivolte a gruppi di adulti, con particolare attenzione alle persone che vivono con il Parkinson, familiari e caregiver, con l’obiettivo di favorire benessere, socializzazione e partecipazione culturale.
Museum Moves è stato presentato questa mattina a Palazzo Chiericati dall’assessore alla cultura del Comune di Vicenza, Ilaria Fantin, dal presidente del consiglio comunale di Vicenza con delega al benessere dei cittadini, Massimiliano Zaramella, dalla consigliera comunale, presidente della commissione consiliare Servizi alla popolazione e psicoterapeuta Luisa Consolaro, dalla presidente di e20danza Michela Negro, e dall’ideatore e responsabile del progetto Roberto Casarotto.
«Museum Moves interpreta pienamente la visione di un museo aperto e partecipato – ha detto l’assessore alla cultura Ilaria Fantin – capace di mettere il patrimonio artistico al servizio delle persone e della comunità. Palazzo Chiericati diventa così non soltanto un luogo di conservazione e conoscenza, ma anche uno spazio di incontro, benessere e inclusione, dove la cultura dialoga con la salute e contribuisce a migliorare la qualità della vita».
«Le recenti collaborazioni di e20danza con l’Organizzazione Mondiale della Sanità e la costante integrazione nella ricerca artistica di elementi scientifici rendono Museum Moves una delle iniziative artistiche più rilevanti a livello internazionale per la ricerca di danza per le persone che vivono con il Parkinson», ha detto Michela Negro, presidente di e20danza.
L’iniziativa introduce pratiche di danza nei musei civici di Vicenza, già presente da un anno con Future Moves, progetto dedicato agli adolescenti: questa volta le classi saranno rivolte a gruppi di adulti, con particolare attenzione alle persone che vivono con il Parkinson, familiari e caregiver, con l’obiettivo di favorire benessere, socializzazione e partecipazione culturale.
Le sale di Palazzo Chiericati si trasformeranno dal 15 luglio in spazi dedicati alla danza: le sessioni, gratuite, aperte a tutti ogni mercoledì dalle 10.30 alle 11.30, offriranno un’esperienza di movimento, creatività e relazione con il patrimonio artistico, guidata da artisti esperti. Le sessioni di danza al museo offrono un’opportunità unica per esprimersi e migliorare il proprio benessere fisico ed emotivo, creando uno spazio sicuro dove socializzare, condividere esperienze e sentirsi parte di una comunità. Il progetto coinvolge anche artisti della danza, personale dei musei, scienziati e ricercatori, attivando così un contesto multidisciplinare e sperimentando modalità inclusive di relazione con il patrimonio artistico materiale e immateriale.
«Da medico, oltre che da presidente del Consiglio comunale, – ha detto il consigliere con delega al benessere dei cittadini Massimiliano Zaramella – considero particolarmente significativo un progetto che mette insieme cultura, movimento e salute. È ormai consolidato il valore dell’attività motoria e della danza nel favorire il benessere delle persone che convivono con il Parkinson, sia dal punto di vista fisico sia relazionale. Farlo all’interno di un museo aggiunge un importante valore umano e culturale, creando un ambiente accogliente che favorisce la partecipazione e la socializzazione. Inoltre, questo progetto rientra a pieno titolo nella filosofia della Rete delle Città Sane a cui da quest’anno aderisce anche la Città di Vicenza».
«Questa iniziativa ha un valore che va ben oltre la proposta culturale in sé – ha detto la consigliera comunale e psicoterapeuta Luisa Consolaro – perché cambia la visione di fondo della cultura stessa, quella che ci ha abituato a pensare alla mente e al corpo come dimensioni separate e scisse. Museum Moves invece unisce corpo e mente facendoli danzare insieme e, attraverso il movimento, l’arte e l’esperienza condivisa, crea occasioni di benessere e di incontro all’interno di un luogo straordinario come Palazzo Chiericati. C’è poi un altro importante cambiamento culturale: superare la contrapposizione tra salute e malattia. Anche chi convive con una patologia degenerativa può vivere un’esperienza ricca di significato, capace di favorire la conoscenza di sé, la relazione con gli altri e la scoperta della bellezza che il patrimonio culturale della nostra città può offrire».
«Museum Moves avvia a Vicenza un nuovo percorso artistico e di ricerca sulla danza per le persone che vivono con il Parkinson – ha spiegato Roberto Casarotto, ideatore e responsabile del progetto – E trova nei Musei Civici della città un contesto straordinario dove esplorare nuove pratiche artistiche, il benessere e la salute dei cittadini in stretto dialogo con il patrimonio culturale. Trova nelle visioni delle politiche culturali per la città un terreno fertile in cui generare nuovi giardini di bellezza, di ispirazione e di coesione anche per chi si avvicina alle arti e alla cultura per la prima volta».
Museum Moves si fonda sull’esperienza di e20danza e dei suoi professionisti, e sulle recenti collaborazioni sviluppate con l’Organizzazione Mondiale della Sanità: Michela Negro e Simone Baldo, co-fondatori di e20danza ed insegnanti di pratiche di danza per Parkinson; Roberto Casarotto, co-direttore di Aerowaves ed ideatore di progetti che uniscono danza e salute nei musei; Giovanna Garzotto, danzatrice, insegnante e dance maker; Greta Pieropan, dance dramaturg, ricercatrice e consulente per progetti comunitari; e Luisella Carnelli, ricercatrice senior presso Fondazione Fitzcarraldo. La pratica è progettata per creare un ponte tra arte, scienza e comunità, dimostrando come la danza possa essere un veicolo di trasformazione sociale e culturale.
Con Museum Moves, Vicenza conferma il ruolo dei suoi musei come luoghi vivi, aperti e capaci di generare benessere, ricerca e innovazione, inclusione e nuove forme di partecipazione culturale. Un invito a ripensare il museo come spazio di incontro, ricerca e comunità, dove la cultura diventa accessibile, condivisa e profondamente umana.
Informazioni: www.e20danza.art.
