Medjugorie, profanata una statua della Regina della Pace. La Chiesa prepara l’atto di riparazione

Una delle statue più conosciute della Vergine Maria, Regina della Pace, a Medjugorie è stata profanata nella notte. Ignoti hanno imbrattato con vernice spray nera le mani, i piedi e il volto della Madonna, oltre a scrivere frasi offensive alla base della statua.

L’episodio è avvenuto nei pressi dei principali luoghi di preghiera della località della Bosnia-Erzegovina, meta di pellegrinaggio per milioni di fedeli. Oltre alla statua della Vergine sono stati danneggiati anche una croce blu e l’altare esterno della chiesa di San Giacomo.

Di fronte a un gesto considerato sacrilego, la Chiesa cattolica prevede uno speciale rito di riparazione, celebrato dall’ordinario del luogo.

«È un atto di carità – spiega padre Matteo Roggio, mariologo – perché chiediamo perdono per coloro che hanno compiuto questo gesto. Nasce dall’amore verso Dio, i santi e la Vergine Maria, ma anche dall’amore per il prossimo. Chi ha commesso questo atto non smette di essere nostro fratello e per questo preghiamo affinché la grazia del Signore illumini il suo cuore».

Che cos’è l’atto di riparazione?

Secondo padre Roggio, il rito prevede formule specifiche e si articola in due momenti: una richiesta di perdono e una preghiera di benedizione.

«Si chiede perdono per chi ha compiuto la profanazione e si invoca la benedizione sul luogo e sugli oggetti danneggiati, perché possano continuare a essere segno di grazia per tutti coloro che vi si recano».

Chi celebra il rito?

L’atto di riparazione viene normalmente presieduto dal vescovo della diocesi, insieme ai fedeli riuniti nel luogo della profanazione.

«La comunità si raccoglie in preghiera – conclude il mariologo – e ogni fedele è invitato a offrire una piccola penitenza a beneficio delle persone che hanno compiuto il gesto, nella speranza che possano convertirsi e riparare il male fatto con una vita conforme al Vangelo».

Maria Sara Farci, Sir

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(Diocesi di Vicenza)