L’assessore Damiano incontra i protagonisti del progetto “Turismo sociale …

Un mese vissuto in autonomia, dedicato al tirocinio lavorativo e alla conoscenza della città: un’esperienza di cittadinanza e cultura. E’ quello che hanno vissuto a luglio quattro giovani seguiti dal Servizio integrazione lavorativa (Sil) dell’Ulss 3 Serenissima, nell’ambito del progetto regionale “Turismo sociale inclusivo” e che, questa mattina, sono stati ricevuti a Ca’ Collalto, sede del Municipio di Mestre, dall’assessore comunale alla Coesione sociale, Ermelinda Damiano, dal direttore dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin, dal direttore della Direzione Coesione sociale e Disability Manager del Comune di Venezia, Danilo Corrà. Ad accompagnare i ragazzi, tra gli altri, la responsabile del Sil, Annalisa Longobardi, e la presidente della cooperativa sociale “Titoli minori”, Valeria Tiozzo che, per Ulss 3, gestisce il progetto a livello organizzativo.

Nato nel 2017 per rendere le spiagge venete accessibili alle persone con disabilità, il progetto è cresciuto fino a diventare una rete che coinvolge tutte le Ulss della Regione, con il sostegno del Ministero per le Disabilità. In questi anni sono stati realizzati decine di tirocini e opportunità di lavoro, sono stati organizzati corsi di formazione per operatori turistici, è stato introdotto il riconoscimento di “Azienda inclusiva” e sono state premiate con la “Bandiera d’Argento” le spiagge che si distinguono per accessibilità e qualità dell’accoglienza. “Siamo partiti dai luoghi di vacanza e abbiamo subito incontrato il favore degli operatori turistici – ha spiegato il direttore Zuin – realizzando così un progetto di inclusione e opportunità, che ha coinvolto da vicino le famiglie e i ragazzi. Parallelamente si è lavorato sull’accessibilità dei luoghi e delle strutture turistiche e non. Negli anni il progetto si è allargato a tutto il territorio regionale e, come Ulss 3, ci siamo occupati quest’anno di un totale di 8 ragazzi che hanno svolto le loro attività a Venezia e Chioggia”.

Per quanto riguarda il territorio del Comune di Venezia, sono stati coinvolti Pietro, Alessio, Gianluca e Mattia che, durante il mese di luglio, hanno vissuto insieme prima in un appartamento affacciato sulla basilica del Redentore e poi in un secondo a San Francesco della Vigna, con la presenza degli operatori della cooperativa “Titoli minori”: il mattino hanno svolto attività di tirocinio lavorativo in alcune realtà della città, mentre nel tempo libero del pomeriggio hanno avuto modo di vivere da cittadini a tutti gli effetti, visitando musei e monumenti, praticando sport e passando le giornate all’aria aperta e nelle spiagge del Lido. Due momenti speciali che i ragazzi hanno ricordato con entusiasmo sono stati il concerto dell’orchestra del Teatro La Fenice dedicato a Ennio Morricone e la visita al Cimitero di San Michele.

“Questo progetto si inserisce perfettamente nella cultura dell’accessibilità che l’Amministrazione comunale sta portando avanti – ha specificato il direttore Corrà – attraverso l’eliminazione delle barriere architettoniche, il garantire accessibilità digitale e alle informazioni e la promozione del linguaggio inclusivo”. Lo scopo dell’esperienza vissuta dai ragazzi infatti, come è stato spiegato anche dagli operatori, è quello di permettere loro di sperimentare la vita lavorativa e l’autonomia, grazie a un percorso studiato su misura per ognuno da parte del Sil, in collaborazione con le famiglie e con le realtà che li hanno ospitati. Gianluca ha lavorato come impiegato amministrativo in una cooperativa sociale e il suo contratto è stato prorogato di un ulteriore mese. Mattia ha svolto la propria esperienza in un ostello della città dove si occupava delle colazioni. Pietro ha lavorato all’ente che gestisce il sistema Mose e Alessio in uno stabilimento balneare del Lido. Esperienze diverse, accomunate da un obiettivo: permettere alle persone con disabilità di sperimentarsi in contesti lavorativi reali, acquisire competenze e rafforzare la propria autonomia.

“Credo che il valore più grande di questa esperienza – ha concluso l’assessore Damiano – sia dimostrare con i fatti che l’inclusione si costruisce vivendo insieme la città, condividendo esperienze autentiche. Quando una città sceglie di essere accessibile e inclusiva, non migliora soltanto la qualità della vita delle persone accolte, ma diventa un’opportunità di condivisione e crescita per tutti. Per questo, come Comune di Venezia e in stretta collaborazione con l’Ulss, abbiamo accolto con gioia e orgoglio questo progetto, mettendo a disposizione le nostre forze e i nostri spazi affinché l’esperienza vissuta dai ragazzi fosse più arricchente possibile. Il nostro obiettivo è quello affrontare e superare tutte le sfide che il tema dell’accessibilità ci pone, perché crediamo che l’esperienza di uno possa diventare ricchezza e un valore aggiunto per tutta la comunità”.

(Comune di Venezia)