6 agosto 2026. Arriva un risultato fondamentale per la tutela del vero cibo italiano. Con l’inserimento nel disegno di legge “ColtivaItalia” della nuova Banca dati nazionale dei profili analitici di autenticità, si compie un passo decisivo contro chi specula sulla pelle delle aziende agricole.
È la vittoria di una battaglia che Coldiretti porta avanti da tempo, anche attraverso le mobilitazioni al Brennero, nei porti e nelle piazze di tutta Italia per difendere la sovranità alimentare e la trasparenza.
Attraverso l’emendamento all’articolo 15 del ddl promosso dal Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, nasce all’interno del Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN) una banca dati d’avanguardia. Grazie a tecnologie scientifiche avanzate — come la spettroscopia di risonanza magnetica nucleare (NMR), la mappatura genetica e la mappatura isotopica — le autorità potranno tracciare scientificamente la reale origine geografica dei prodotti agroalimentari.
Questa misura servirà a:
- Fermare i “falsi italiani”: un fenomeno (l’italian sounding fatto in casa nostra) che tra truffe e poca trasparenza sottrae ogni anno 25 miliardi di euro ai nostri agricoltori.
- Smascherare le speculazioni: non sarà più possibile far passare per “Made in Italy” grano canadese trattato con glifosato, olio tunisino deodorato o miscelato, formaggi ottenuti da cagliate dell’Est Europa o riso asiatico.
- Validità legale: si fa un primo passo fondamentale per far valere questi test scientifici come prova legale durante i controlli processuali.
In un momento storico segnato dall’aumento dei costi di produzione e dalle incertezze del clima, questa innovazione rappresenta una difesa concreta per la distintività dei prodotti Made in Italy, per la sicurezza alimentare dei cittadini e per la sostenibilità economica delle aziende agricole italiane.
Coldiretti continuerà a vigilare affinché il valore del lavoro nei campi sia riconosciuto e protetto da ogni forma di concorrenza sleale.
