
MALTEMPO, VENETO SOTTO SCACCO: DANNI PER MILIONI DI EURO. VERONA, PADOVA, VENEZIA LE PROVINCE PIU’ COLPITE. FLOROVIVAISMO IN GINOCCHIO.
La Regione dichiara lo stato di emergenza. Padova, Venezia e Verona le province più colpite.
Grandine, vento e trombe d’aria devastano colture, serre e strutture agricole. Particolarmente colpito il florovivaismo nella Bassa Veronese e Padovana
Il maltempo torna a colpire duramente l’agricoltura veneta, dopo settimane segnate da caldo intenso e siccità. Padova, Venezia e soprattutto Verona sono le province maggiormente interessate dagli ultimi eventi estremi, tanto da portare la Regione del Veneto alla dichiarazione dello stato di emergenza.
Una situazione che fotografa ancora una volta la crescente esposizione dell’agricoltura agli eventi meteorologici estremi: dopo la siccità e le alte temperature, arrivano improvvisamente nubifragi, grandinate e raffiche di vento capaci in pochi minuti di compromettere raccolti e strutture costruite e mantenute con anni di investimenti.
VERONA, LA BASSA VERONESE DEVASTATA DAL VENTO
È soprattutto la Bassa Veronese ad aver subito gli effetti più pesanti dell’ondata di maltempo della serata di venerdì 28 agosto. Una violenta tromba d’aria ha investito aziende agricole e abitazioni, danneggiando stalle, magazzini, annessi rustici, serre, depositi, impianti irrigui e strutture aziendali.
L’evento si è aggiunto alle grandinate e ai nubifragi che nei giorni precedenti avevano già colpito le coltivazioni di riso, tabacco, cereali e frutticole, in particolare nelle zone di Zevio, Palù, Oppeano e Ronco all’Adige.
Le prime stime raccolte da Coldiretti Verona indicano danni nell’ordine di decine di milioni di euro, anche se sarà necessario attendere le verifiche dei tecnici e delle aziende per un bilancio definitivo.
“Nella mia zona – spiega Marco Pizzoli, presidente della Coldiretti di Bovolone – era rimasto da raccogliere il mais e il tabacco: per il mais parliamo di danni che vanno dal 50% al 70%, mentre per il tabacco non è rimasto più nulla da raccogliere, specialmente dopo le precedenti grandinate. Abbiamo registrato danni ingenti alle strutture, agli impianti fotovoltaici, alle alberature, oltre a devastazioni a finestre e automezzi. È un’annata drammatica: prima la siccità, poi la grandine, poi le bombe d’acqua e adesso il colpo di grazia con un vero e proprio tornado di vento e grandine.
IL FLOROVIVAISMO TRA I COMPARTI PIÙ SEGNATI
Particolarmente delicata la situazione per il comparto florovivaistico, soprattutto nei comuni di Isola della Scala, Bovolone, Oppeano, Concamarise, Nogara e Roveredo di Guà e nella Bassa Padovana a Montagnana.
Le raffiche hanno provocato ingenti danni alle serre e alle strutture aziendali, compromettendo anche le coltivazioni vivaistiche in vaso e le produzioni floricole.
Le prime stime parlano di circa 400-600 mila euro di danni alle strutture, cui si aggiungono circa 180 mila euro per le colture in serra e in vivaio. Dati che fanno riferimento al territorio veronese a cui si aggiungono anche le cifre padovane arrivano a circa un milione di perdite.
“Per le aziende florovivaistiche diventa sempre più importante poter contare su strumenti assicurativi adeguati per serre e magazzini – sottolinea Francesco Bellini, referente della Consulta Veneto del Florovivaismo –. Non sempre è semplice trovare soluzioni che consentano di coprire questi rischi e, in alcuni casi, il costo delle polizze può risultare difficile da sostenere per floricoltori e vivaisti. Sarà quindi importante aprire un tavolo di confronto, coinvolgendo imprese, istituzioni e mondo assicurativo, per individuare strumenti di tutela sempre più adeguati alle esigenze del settore”.
PADOVA, TRA SICCITÀ E GRANDINE
Anche nel Padovano il caldo e la siccità continuano a pesare sulle campagne. A questo si è aggiunto il violento nubifragio accompagnato da grandine e forti raffiche di vento.
I chicchi, in alcune zone grandi anche come pesche, hanno colpito soprattutto la Bassa Padovana e il Montagnanese, ma danni sono stati segnalati anche nell’area dei Colli Euganei.
A risentirne maggiormente sono stati i vigneti dei Colli Euganei, soprattutto tra Cinto Euganeo, Lozzo Atestino e Vo’, proprio mentre è in corso la vendemmia. Colpiti anche frutteti, orti, uliveti e coltivazioni a pieno campo. In alcune zone il vento ha abbattuto interi filari di vigneti e frutteti e danneggiato serre, tetti di abitazioni e magazzini.
Coldiretti Padova sta raccogliendo le prime segnalazioni, in un’annata nella quale la sola siccità aveva già provocato perdite e danni per diverse decine di milioni di euro.
VENEZIA, DANNI A ORTAGGI, SOIA E VIGNETI
Anche il territorio veneziano è stato interessato da un nuovo violento episodio di maltempo, che ha colpito in particolare Laguna di Venezia, Mestre, Marghera e la zona meridionale della Riviera del Brenta.
Le segnalazioni più pesanti arrivano da Oriago, Mira, Campagna Lupia, Camponogara, Campolongo Maggiore e Pianiga.
Alberi sradicati e spezzati, campi di zucchine gravemente danneggiati, soia di secondo raccolto compromessa, ortaggi e vigneti con l’uva ormai prossima alla vendemmia colpiti dalla grandine.
Fortunatamente gli orti di Sant’Erasmo sono stati risparmiati, mentre nei prossimi giorni tecnici e agricoltori potranno definire con maggiore precisione l’entità complessiva dei danni.
«SERVONO STRUMENTI PER GESTIRE UN RISCHIO SEMPRE PIÙ CONCRETO»
La fotografia che arriva dai territori è quella di un’agricoltura sottoposta a una pressione crescente: siccità, caldo estremo, grandinate, nubifragi e trombe d’aria si susseguono in tempi sempre più ravvicinati, mettendo a rischio non soltanto le produzioni ma anche il patrimonio strutturale delle aziende.
“Quello che sta accadendo nei nostri territori – sottolinea Coldiretti Veneto – dimostra quanto sia necessario continuare a lavorare sulla prevenzione, sulla gestione del rischio e sugli strumenti di tutela delle imprese. Gli agricoltori sono abituati ad affrontare le difficoltà e a ripartire, ma davanti a eventi di questa intensità diventa fondamentale poter contare su strumenti adeguati e su un sistema capace di accompagnare le aziende nella fase di ripartenza”.
La priorità ora è completare la ricognizione dei danni, sostenere le aziende colpite e consentire loro di tornare rapidamente alla piena operatività, salvaguardando produzioni, occupazione e un patrimonio agricolo che rappresenta una parte fondamentale dell’economia e del territorio regionale.
