Si è chiusa la rassegna “Vicenza cantiere per la pace e i diritti umani”, la prima edizione di un nuovo format che ha ospitato il Giro d’Italia per la pace della Fondazione Perugia. L’iniziativa è stata organizzata dall’Assessorato alla Pace e dalla Casa per la Pace di Vicenza, insieme a 58 tra enti, associazioni e realtà culturali della città.
«La sei giorni di iniziative tematiche è stata molto partecipata e sentita dalle realtà del territorio – le parole dell’assessore alla Pace e presidente della Casa per la Pace Giovanni Selmo -. Insieme hanno contribuito a mostrare alla città un modello alternativo alla direzione che stanno prendendo i decisori politici a livello nazionale e internazionale. C’è una società organizzata che ogni giorno lavora e crede nell’approccio multilaterale, nella diplomazia delle città, nelle relazioni tra le persone, nel Servizio Civile Universale, nei Corpi Civili di Pace, nel dialogo interreligioso e nell’educazione alla pace. Il Parco della Pace è un luogo privilegiato per approfondire questo impegno, sia come Comune sia come Casa per la Pace. Per questo abbiamo inaugurato il “Sentiero testimoni di pace” con le prime due tappe dedicate a Chiara Lubich e Alexander Langer, e proseguiremo con altri personaggi italiani del Novecento che hanno portato progresso e senso di comunità attraverso la nonviolenza. L’aerostazione del Parco può così diventare un laboratorio permanente di confronto e formazione su questi temi».
«È stato davvero un “cantiere” – spiega la presidente della Commissione consiliare “Servizi alla popolazione” Luisa Consolaro – : faticoso, partecipato e felice. Lo è stato sia nella lunga fase preparatoria, sia nei giorni di eventi, dibattiti, marce, dialoghi e mostre. Il Parco della Pace è stato il protagonista principale, ma la rassegna ha toccato tanti altri luoghi della città dove è stato possibile ascoltare, meditare e far incontrare idee e persone diverse. Un’esperienza da rilanciare anche l’anno prossimo, dando continuità a un impegno che proseguirà nei prossimi mesi. La strada della pace è piena di ostacoli: da quelli visibili e tragici come le guerre, a quelli invisibili e asettici come i meccanismi di difesa che ci portano al disimpegno morale pur di allontanare l’impotenza e l’insicurezza. In questi giorni, accettando anche visioni o racconti complessi e sguardi che turbano, abbiamo aperto crepe in queste difese, sostituendole con l’alleanza e il confronto collettivo sui grandi interrogativi del nostro tempo. Mettendoci le mani, insieme».
Nei sei giorni della rassegna si sono susseguiti 28 appuntamenti: incontri, talk, spettacoli teatrali, concerti, mostre, proiezioni cinematografiche, momenti di dialogo interreligioso e azioni dimostrative, culminati in un’intera giornata al Parco della Pace con una marcia che ha attraversato la città.
Complessivamente, oltre 3.000 persone hanno partecipato alle iniziative. La manifestazione ha visto l’arrivo in città di circa 50 esponenti di primo piano della “pace agita” a livello locale e nazionale, tra cui Sara Zambotti di Rai Radio 3, Francesco Tagliaferri (sindaco di Vicchio, la città di Don Milani e di Barbiana), Claudio Jampaglia di Radio Popolare, Mao Valpiana (presidente del Movimento Nonviolento) e Marco Mascia (del Centro di Ateneo per i Diritti Umani “A. Papisca” dell’Università di Padova).
