A Mestre celebrata la 60^ Festa della Madonna del Don

Si è rinnovato questa mattina a Mestre l’appuntamento con la tradizionale manifestazione popolare alpina della “Festa della Madonna del Don”, celebrata quest’anno in forma Solenne per la presenza del Labaro Nazionale e del Consiglio Direttivo Nazionale dell’A.N.A., la cui icona viene onorata nella chiesa dei Cappuccini in ricordo di tutti i caduti delle Campagne di Russia.

In rappresentanza dell’Amministrazione comunale alla cerimonia è intervenuto il presidente del Consiglio comunale Matteo Senno.

L’evento ha preso il via al Municipio di Mestre, con la presentazione alle autorità cittadine del Consiglio Direttivo Nazionale A.N.A. che ha offerto l’olio alle lampade votive perennemente accese sull’altare dedicato alla sacra immagine della Madonna del Don.

La manifestazione è proseguita in Piazza Ferretto con la cerimonia dell’Alzabandiera, alla presenza del gonfalone della Città, del Labaro dell’Ana e dei vessilli delle sezioni invitate.

Da qui il corteo, preceduto da una fanfara alpina, ha raggiunto nuovamente il Municipio in via Palazzo per l’omaggio e la deposizione delle corone d’alloro alle lapidi dei Caduti. La cerimonia è proseguita nella chiesa dei Padri Cappuccini dove è stata celebrata la Santa Messa con la solenne cerimonia dell’offerta dell’olio alle lampade votive, sull’altare della Madonna del Don.

“È un grande piacere e un onore accogliervi a Mestre e partecipare, a nome della città di Venezia, a questa sessantesima edizione delle celebrazioni – ha dichiarato Senno – È fondamentale ricordare chi ha combattuto e perso la vita durante la seconda guerra mondiale: il loro è stato il sacrificio più alto in nome di due valori cardine, la patria e la libertà.
Si tratta di principi centrali anche nella società odierna, che abbiamo il dovere di trasmettere ai giovani fin dalle scuole. Oltre a onorare i caduti, oggi siamo chiamati a una profonda riflessione, specie in un momento storico in cui nel mondo si contano più di cinquanta focolai di guerra. L’esempio deve partire dai piccoli gesti quotidiani di ciascuno di noi, attraverso l’altruismo e la generosità verso il prossimo.
Il genere umano e la dignità di ogni singola persona devono valere sempre più di qualsiasi conquista territoriale o potere economico. Rivolgo quindi un sentito ringraziamento alle associazioni d’arma e agli Alpini per l’impegno costante nel mantenere viva la memoria. Questo ricordo non deve restare vano, ma deve trasformarsi in un insegnamento concreto per costruire, già da oggi, un futuro di pace”.

(Comune di Venezia)