Guà, opere per 8 milioni di euro. Venturini: “Più sicurezza anche per il basso padovano e il montagnanese”

(AVN) – Venezia, 21 ottobre 2026

  

Un programma da 8 milioni di euro per rafforzare gli argini del Guà tra Cologna Veneta e Roveredo, con ricadute sulla sicurezza idraulica anche del Basso Padovano e, in particolare, del Montagnanese. È il quadro degli interventi al centro del sopralluogo effettuato oggi a Roveredo di Guà dall’assessore regionale Elisa Venturini.

Le opere, curate dal Genio Civile di Vicenza, comprendono quattro interventi di consolidamento dell’argine sinistro per complessivi 4,9 milioni di euro e un ulteriore progetto da 3,1 milioni per contrastare le filtrazioni all’interno dell’arginatura a valle del ponte di Roveredo.

“La sicurezza del Guà riguarda un territorio che supera i confini provinciali – dichiara Venturini –. Questi interventi proteggono gli abitati di Cologna Veneta e Roveredo e contribuiscono alla sicurezza del Basso Padovano, soprattutto del Montagnanese. Parliamo dello stesso sistema fluviale, che prosegue nel Padovano con il nome di Frassine: la prevenzione va affrontata considerando l’intero territorio esposto al rischio”.

Tra Cologna Veneta e Roveredo il corso d’acqua presenta arginature elevate rispetto ai terreni circostanti. L’erosione ha progressivamente danneggiato le protezioni alla base della sponda sinistra, mentre in alcuni tratti si registrano problemi di filtrazione nel corpo arginale. Le opere puntano a ridurre queste fragilità e il rischio di cedimenti durante le piene.

Dei quattro interventi da complessivi 4,9 milioni di euro, due sono già in fase esecutiva e interessano i tratti che dal ponte di Roveredo risalgono verso monte. Prevedono la rimozione delle alberature cresciute nell’alveo, l’asportazione dei sedimenti e la ricostruzione e il rinforzo delle difese spondali danneggiate. È inoltre prevista l’acquisizione di una fascia di terreno larga quattro metri sul lato campagna dell’argine sinistro, per realizzare un rinforzo alla base dell’arginatura e consentire le future manutenzioni.

La durata prevista è di circa un anno. Gli altri due interventi, attualmente in progettazione, proseguiranno in continuità con i primi: l’avvio è programmato nel 2027, con una durata stimata di circa dodici mesi.

Il progetto da 3,1 milioni di euro a valle del ponte di Roveredo prevede invece una barriera interna all’argine per limitare le filtrazioni, fino a circa 18 metri di profondità dalla sommità e per una lunghezza di un chilometro e mezzo. Sono in corso le indagini geotecniche sui materiali dell’arginatura. L’inizio dei lavori è previsto nella prima metà del 2027, con una durata stimata di due anni.

“Rinforzare gli argini significa tutelare abitazioni, attività economiche e campagne – aggiunge Venturini –. Il programma dà continuità alle opere realizzate dopo l’alluvione del 2010 e agli interventi urgenti del maggio 2024, affrontando le criticità individuate dai tecnici. È un lavoro che interessa direttamente il Veronese e che ha rilievo anche per la protezione delle comunità del Montagnanese”.

Dopo il 2010, quattro interventi per circa 4 milioni di euro hanno consentito di sistemare sei chilometri di arginatura destra, dal ponte di via Trieste a Cologna Veneta fino al ponte di Roveredo. A monte del LEB sono stati inoltre realizzati diaframmi sulle arginature di entrambe le sponde per circa un chilometro e mezzo. Altri 750 mila euro sono stati impiegati per ricostruire il tratto di argine destro distrutto dalla rotta del 16 maggio 2024, nei pressi del ponte di Baldaria, a Cologna Veneta.

 

(AMBIENTE-PROTEZIONE CIVILE)

(Regione Veneto)