La campagna di comunicazione contro la violenza economica “Pensavi fosse amore…”, ideata e promossa congiuntamente dal Comune di Vicenza e dal Comitato Pari Opportunità dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Vicenza, nasce da un’esigenza emersa proprio nell’ambito dell’attività professionale: contribuire a far conoscere e riconoscere una forma di violenza ancora troppo spesso invisibile e sottovalutata.
In occasione del prossimo 25 novembre, in cui ricorre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la campagna aiuterà le donne a riconoscere questa forma di manipolazione offrendo loro gli strumenti per uscirne.
Si tratta di un’iniziativa che trae il suo fondamento nei contenuti della “Relazione sulla violenza economica di genere” della “Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere” presieduta dall’onorevole Martina Semenzato.
Il progetto è stato presentato ieri nella Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica (link alla conferenza stampa https://mab.to/t/Kr0Pz0GEOl1/eu2) alla presenza della Senatrice Daniela Sbrollini, Capogruppo in Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere; Isabella Sala, vicesindaca e assessora alle Pari opportunità del Comune di Vicenza; Elisabetta De Toma, Presidente CPO – Commissione pari opportunità – dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Vicenza; Alessandro Bertasi, dirigente del settore Comunicazione, informazione, portale della città del Comune di Vicenza; Claudia Giovannini, responsabile Area pari opportunità ANCI; Roberta Lisi, giornalista e segretaria nazionale di GiULiA e di Martina Semenzato, deputata e presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio nonché su ogni forma di violenza di genere.
Oggi nella Sala dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Vicenza, a Palazzo del Monte di Pietà, in contra’ del Monte 13 a Vicenza “Pensavi fosse amore…” è stato illustrato dalla vicesindaca e assessora alle pari opportunità Isabella Sala, dall’assessore alle politiche sociali con delega al contrasto alla violenza di genere Matteo Tosetto; per l’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Vicenza dal presidente Francesco Ferronato e dalla presidente del Comitato pari opportunità Elisabetta De Toma.
Senatrice Daniela Sbrollini, Capogruppo in Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere: «Il tema della violenza economica è spesso invisibile ma è molto presente all’interno della famiglie e si lega a tanti altri temi, al ricatto per esempio, in particolare se ci sono figli minori, la cui presenza spinge le donne a non denunciare.
Il progetto del Comune di Vicenza può fare da apripista alle iniziative del 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza alle donne e rientra nel lavoro di Anci nazionale che dedicherà l’assemblea annuale che quest’anno si tiene a Verona – il 25 novembre – proprio al tema della violenza di genere. In ambito lavorativo le differenze tra uomini e donne sono ancora evidenti e serve fare molto di più in ambito legislativo. Un altro tema che dobbiamo trattare con urgenza è quello dell’educazione finanziaria per aumentare la consapevolezza e offrire alle donne strumenti concreti per poter uscire dalla “schiavitù”».
Isabella Sala, vicesindaca e assessora alle Pari opportunità del Comune di Vicenza
«Il Comune di Vicenza da sempre è accanto alle donne nel contrasto alla violenza: abbiamo voluto fortemente l’apertura del Centro antiviolenza e ogni anno ci impegniamo in campagne di sensibilizzazione. Quest’anno, in particolare, insieme all’Ordine dei Commercialisti abbiamo pensato di dedicarci al tema della violenza economica, subdola perché poco conosciuta, sottorappresentata e sottostimata. È importante sottolineare che l’accesso al Centro antiviolenza avviene attraverso i servizi sociali, le forze dell’ordine ma fondamentale è anche il ruolo dei media, della comunicazione e delle reti familiari e amicali: sotto questo profilo la campagna, che non vuole essere aggressiva o colpevolizzante, si rivolge non solo alla donna, ma anche all’intera comunità, in modo che chiunque possa essere chiamato a chiedersi se sia a conoscenza di situazioni di violenza economica, primo passo per aiutare le donne in difficoltà».
Matteo Tosetto, assessore alle politiche sociali con delega al contrasto alla violenza di genere
«Nel nostro Centro antiviolenza quest’anno abbiamo già 461 accessi e ci aspettiamo un aumento rispetto al 2025. Di questi solo quattro hanno segnalato una violenza di tipo economico, anche se la maggioranza delle prese in carico ha rivelato in seguito questa tipologia di abuso. Più della metà delle donne che si rivolgono al centro non godono di indipendenza economica. La campagna di comunicazione che abbiamo strutturato nasce dal lavoro della commissione parlamentare d’inchiesta scegliendo, tra i filoni, quello della violenza economica in ambito domestico».
Francesco Ferronato, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Vicenza
«Noi commercialisti siamo abituati a parlare di numeri, patrimonio, reddito ma sappiamo bene che dietro ad ogni numero ci sono famiglie, progetti di vita e scelte che devono essere compiute liberamente. Ecco perché credo che la nostra professione possa e debba offrire un contributo anche per contrastare la violenza economica e dare un supporto alle vittime di violenza economica. Un ringraziamento va al Comitato Pari Opportunità del nostro ordine, a Elisabetta De Toma e a tutte le colleghe e i colleghi che hanno lavorato per dare vita a questa iniziativa. Al Comune di Vicenza e a tutte le realtà che hanno scelto di accompagnare la campagna di comunicazione».
Elisabetta De Toma, presidente CPO – Commissione pari opportunità – dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Vicenza
«La violenza economica non lascia lividi, ma può togliere a una donna la libertà di scegliere il proprio futuro. Si manifesta quando il denaro diventa uno strumento di controllo: impedire di lavorare, limitare le opportunità professionali, imporre debiti nell’interesse altrui, negare l’accesso a un conto corrente o pretendere di giustificare ogni singola spesa. Ci sono comportamenti che, nella relazione, possono essere scambiati per attenzioni, normalizzati come abitudini familiari o presentati come gesti d’amore. Riconoscerli è il primo passo per spezzare una dipendenza che spesso cresce senza essere percepita. Come commercialiste e commercialisti possiamo dare un contributo concreto, mettendo le nostre competenze al servizio della consapevolezza e dell’autonomia economica delle donne. È questo il senso della campagna che abbiamo presentato oggi: aiutare a riconoscere i segnali e far comprendere che anche il controllo del denaro può essere violenza. L’educazione finanziaria è fondamentale e deve trovare spazio fin dalla scuola. Conoscere, comprendere e poter decidere delle proprie risorse significa avere più strumenti per scegliere della propria vita. Il rispetto passa anche da qui».
Claudia Giovannini, responsabile Area pari opportunità ANCI
«È una campagna straordinaria che si innesta perfettamente nel percorso di Anci contro la violenza alle donne per l‘anno 2026 “Mai bandiera bianca” insieme al dipartimento pari opportunità della presidenza del consiglio dei Ministri che testimonia l’impegno dei Comuni contro la violenza. Bandiera bianca con un significato rovesciato: mai la resa ma tutti Comuni in prima linea proprio in occasione dell’80esimo anniversario della Repubblica e del voto alle donne. La violenza economica è un aspetto meno conosciuto ma non meno importante e per questo Anci ha ritenuto di patrocinare la campagna del Comune di Vicenza. Abbiamo già numerose richieste da parte dei Comuni che desiderano aderire anche per il garbo con cui si pone pur essendo incisiva. Il 25 novembre a Verona, in occasione dell’Assemblea annuale, Anci organizza un evento sul tema del contrasto alla violenza sulle donne, in cui troverà spazio anche questa importante campagna».
Martina Semenzato, deputata e presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio nonché su ogni forma di violenza di genere.
«Quella economica è la prima forma di violenza che nasce come un atto d’amore. Apparentemente. Da qui inizia un percorso di isolamento e di non consapevolezza. Quasi il 70% delle donne che si rivolgono ai Centri antiviolenza non sono economicamente indipendenti. Per questi motivi ho voluto approfondire questo tema. Concordo con la promozione di corsi di educazione finanziaria fin dalle scuole elementari e con la diffusione della conoscenza degli strumenti utili per contrastare questo fenomeno, per uscire dalla spirale della violenza economica. L’importante è il fare e questa campagna ne è l’esempio: rendiamola sistematica».
Roberta Lisi, giornalista e segretaria nazionale di GiULiA giornaliste
«Il tema della violenza economica è fondamentale e gravissimo nell’ambito della violenza di genere ma poco trattato e il Comune di Vicenza lo ha trattato con garbo. GiULiA giornaliste è nata 15 anni fa da un’urgenza: ci siamo rese conto che la terminologia, il linguaggio e il lessico che giornalisti e giornaliste utilizzavano non era corretto e contribuiva al perpetrarsi di stereotipi di genere. Usare il femminile al posto del maschile sovraesteso significa dare voce, visibilità e dignità alle donne».
L’European Institute for Gender Equality (EIGE) stabilisce come “la violenza economica consiste in atti di controllo e monitoraggio del comportamento di una persona riguardo all’uso e alla distribuzione del denaro, inclusa la minaccia costante di negarle risorse economiche”.
Sulla base di questa definizione, il grafico Michele Mistrorigo e l’Ufficio stampa del Comune di Vicenza hanno ideato una campagna declinata in cinque immagini grafiche evocative di altrettanti concetti che esplicitano il potere manipolativo dell’uomo nei confronti della donna, rendendola dipendente da lui. Un percorso che vuole insinuare un’ipotetica situazione di pericolo e che quindi vuole spingere le donne a domandarsi se quello che stanno vivendo possa essere un caso di violenza economica. Nascono così cinque quesiti: “La carta di credito la tiene lui perché è meglio così?”; “Ti ha detto di non cercare lavoro perché pensa a tutto lui?”; “Ti vuole tanto bene ma i soldi decide lui come spenderli?”; “Ha chiesto a te di firmare al posto suo ma non sai perché?”; “Controlla ogni tuo scontrino e dice di farlo per il tuo bene?” ai quali la risposta resta sempre la stessa: “potrebbe trattarsi di violenza economica”. Ogni donna che si identifica in queste immagini viene invitata quindi a segnalare il proprio disagio: “Riconoscere i segnali è già un primo passo. Non sei sola. Chiama il 1522”.
Il 1522 – Numero Antiviolenza e Antistalking è un servizio pubblico promosso dal Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri; è gratuito, attivo 24 ore su 24 e accoglie con operatrici specializzate le richieste di aiuto e sostegno delle vittime di violenza e stalking.
La campagna ha ricevuto il patrocinio di Anci nell’ambito della campagna “Contro la violenza sulle donne mai bandiera bianca”. Un importante sostegno che si concretizza in una messa a disposizione delle grafiche a tutti i Comuni italiani. Per questo il Comune di Vicenza si impegna, per coloro che ne faranno richiesta, a modificare le grafiche inserendo il logo del Comune richiedente e declinando la campagna nei formati richiesti. Nei prossimi giorni Anci invierà una email con tutte le informazioni utili ai Comuni che potranno così scegliere di condividere la campagna nei propri territori. Per adesioni e informazioni scrivere a pensavifosseamore@comune.vicenza.it
La campagna è stata condivisa e sostenuta anche da Ordine dei Consulenti del Lavoro – Collegio Proviniale di Vicenza, il Collegio Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Vicenza, l’Ordine degli ingegneri della Provincia di Vicenza, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche della provincia di Vicenza, l’Ordine degli Avvocati di Vicenza, il Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Vicenza, l’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Vicenza, l’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi del Veneto. In rete con la Consulta per le politiche di genere del Comune di Vicenza e con le Città delle donne cui ha aderito Vicenza nel 2025.
Importante, infine, il sostegno di Confcommercio Vicenza che si è impegnata a dare visibilità alla campagna attraverso l’applicazione di vetrofanie sulle vetrine dei negozi dei propri associati.
Nicola Piccolo, presidente Confcommercio Vicenza
«I negozi e i pubblici esercizi non sono soltanto luoghi nei quali si svolge un’attività economica: sono veri e propri presìdi sociali, che contribuiscono a costruire relazioni, attenzione e senso di comunità. Per questo abbiamo aderito a “Pensavi fosse amore…” – spiega. Mettere le vetrine degli esercizi commerciali associati a disposizione di una campagna di così grande rilevanza sociale significa utilizzare una rete capillare e vicina alle persone per far arrivare un messaggio importante, aiutando a riconoscere una forma di violenza spesso difficile da individuare come quella economica e nel caso, chiedere aiuto. È un impegno pienamente coerente con l’attenzione che Confcommercio Vicenza dedica alle pari opportunità, promuovendo ad esempio la certificazione della parità di genere nelle aziende, nonché l’autonomia economica delle donne attraverso i progetti della nostra scuola d’impresa ESAC Formazione. Tali percorsi mirano alla valorizzazione della leadership femminile, all’occupazione e al sostegno dell’autoimprenditorialità, offrendo alle donne strumenti concreti per rafforzare competenze, opportunità professionali e capacità di costruire autonomamente il proprio futuro. Perché promuovere una reale parità significa anche creare le condizioni affinché ogni donna possa essere libera nelle proprie scelte, nel lavoro, nell’impresa e nella vita».
