
(AVN) – Venezia, 29 ottobre 2026
“Le produzioni approvate in questa prima finestra 2026 colpiscono per la loro varietà. Un film su Galileo Galilei e uno su un operaio bengalese a Marghera. Una serie TV sull’etica nelle istituzioni e una serie animata per bambini. Documentari sui migranti, sulle balie del passato, sul reggae veneziano e sul rap vicentino. Questo cinema veneto traduce in immagini di qualità quella pluralità di sguardi che un territorio ricco come il nostro è in grado di generare. Ringrazio la Veneto Film Commission per il lavoro preciso e competente che rende possibile tutto questo”, ha dichiarato Valeria Mantovan, assessore regionale alla Cultura.
La Regione del Veneto ha pubblicato i risultati della prima finestra 2026 del bando di produzione cinematografica e audiovisiva: 13 progetti approvati per una somma complessiva di contributi che supera i 1,8 milioni di euro, confermando la forte domanda del settore.
Tipologia A — Lungometraggi, serialità e animazione: 7 progetti per 1.650.000 euro
La tipologia di punta del bando porta la firma di alcuni tra i nomi più significativi del cinema italiano e veneto. Il contributo massimo di 250.000 euro è andato a tre produzioni di spicco.
Tanko (Cinemaundici, regia di Francesco Sossai) porta alla Regione un autore che ha già dimostrato di sapere cosa fare con il Veneto sullo schermo: dopo il successo internazionale de Le Città di Pianura, Sossai torna con un nuovo, attesissimo, progetto cinematrografico.
Canti sommersi (Vivo Film, regia di Tommaso Santambrogio) racconta la storia di Ismail, giovane operaio bengalese del cantiere navale di Marghera, in bilico tra le radici di Chittagong e il desiderio di futuro a Venezia: un film che sceglie come palcoscenico uno dei luoghi più densi di storia industriale del Veneto.
Galileo (Bibi Film TV, regia di Roan Johnson) con Elio Germano e Maurizio Lombardi, affronta il racconto biografico e processuale di Galileo Galilei: un soggetto di rango internazionale firmato da un regista italiano che ha dimostrato di saper muoversi con eleganza tra commedia e dramma.
Due giovani registi veneti si distinguono per la solidità dei progetti. Antonio Bigini porta Conchiglie (Kinè Cooperativa, 248.875 euro): sul litorale alto-adriatico degli anni Sessanta, due bambine cercano una statua misteriosa emersa dal mare, convinte che sia legata alla scomparsa del fratello pescatore. Noemi Brando porta invece Dopo di noi (Paco Cinematografica, 220.271 euro): un dramma intimo e civile sul futuro di una donna con sindrome di Down e sulla sua famiglia, tema tra i più urgenti e poco raccontati del nostro tempo.
Il Gruppo Alcuni, trevigiano, riceve il contributo di 350.000 euro per Cuccioli – Il mondo dei draghi, 26 episodi di animazione da 13 minuti destinati ai bambini: una conferma della capacità del Veneto di competere nel settore dell’animazione seriale. Chiude la selezione Il fattore umano (Bartlebyfilm, regia di Massimo Di Rocco), serie TV in sei episodi sull’etica nelle istituzioni.
Tipologia B — Documentari, cortometraggi e XR: 6 progetti per 190.000 euro
La tipologia B si distingue per la forte presenza di società venete emergenti: cinque delle sei produzioni evidenziate nella selezione appartengono a realtà giovani del territorio. Tra i titoli più attesi: Pryvit Europa di ZaLab Film – storica casa italiana di documentari di impegno civile – indaga i confini europei e le rotte migratorie; Felice di Magenta è un documentario di indagine personale sul legame con Felice Maniero, figura ancora capace di polarizzare l’attenzione; La Cura di Haapar ricostruisce il ruolo storico e dimenticato delle balie da latte. Due documentari musicali chiudono la selezione: Pitura Freska e il reggae in Italia di Artex Film racconta la storia della band veneziana più influente degli anni Novanta, mentre Rap Odyssey: Nitro di Blue Film segue il rapper vicentino Nitro.
“I dati di questa prima finestra ci dicono che la strategia funziona. Il budget è stato superato da entrambe le tipologie: significa che il settore è vivo, che le imprese venete investono e che la qualità dei progetti è alta. Vedere Francesco Sossai accanto a due giovani registi veneti come Antonio Bigini e Noemi Brando racconta meglio di qualsiasi dato la direzione in cui stiamo andando. Stiamo costruendo una filiera di sostegno alle produzioni sul territorio, formando autori, creando le condizioni perché il Veneto diventi un luogo in cui il cinema nasce. Un cinema riconoscibile, con una voce che il mondo inizia a sentire”, ha concluso l’assessore Mantovan.
(CULTURA)
