2 ottobre 2026. È stato ufficialmente aperto il Bando per interventi di miglioramento boschivo 2026 (approvato con DGR n. 1165 del 20 ottobre 2026 e pubblicato sul BUR n. 145 del 27 ottobre 2026).
L’obiettivo principale del bando è sostenere chi si prende cura dell’ecosistema forestale, premiando gli interventi che rendono i nostri boschi più sani, stabili e resistenti ai cambiamenti climatici e al dissesto idrogeologico.
In sintesi: i numeri chiave
- Risorse disponibili: 500.000 euro complessivi.
- Copertura del contributo: 100% della spesa ammissibile (finanziamento a fondo perduto totale).
- Scadenza: C’è tempo fino al 26 marzo 2027 per inviare la domanda.
- Gestione: Le pratiche sono gestite direttamente da AVEPA.
Per presentare la domanda occorre accedere al portale PSR DOM, facendo riferimento alla misura e al modulo MBOSC (Codice bando: 1354).
Il bando è aperto a tutto il territorio regionale del Veneto, purché si tratti di zone boscate.
Possono fare richiesta sia i privati che gli enti pubblici, sia in forma singola che associata. È necessario essere proprietari del terreno oppure conduttori (in questo secondo caso, serve l’autorizzazione formale del proprietario).
Per quanto riguarda le superfici, i lavori possono riguardare anche lotti non accorpati tra loro, a patto che ogni singolo corpo rispetti queste dimensioni minime:
- 0,5 ettari per la maggior parte degli interventi selvicolturali;
- 0,1 ettari per i lavori specifici nei boschi di castagno.
Non c’è un tetto massimo alla superficie da candidare, ma gli interventi devono essere subito cantierabili (per gli enti pubblici è richiesto il progetto esecutivo).
Il bando punta a favorire tutte le lavorazioni che migliorano la salute e la struttura del bosco.
Rientrano tra le spese ammesse:
- Cure colturali, sfolli e diradamenti per dare respiro alle piante
- Rinfoltimenti e sottopiantagioni per arricchire la vegetazione
- Recupero di castagneti degradati
- Interventi per avviare i cedui ad alto fusto o per diversificare le specie presenti
- Tagli intercalari e riceppature
Inoltre, sono finanziabili anche le opere di consolidamento del suolo e di stabilità idrogeologica, a patto che siano direttamente collegate e accessorie agli interventi sul bosco (che devono rimanere prevalenti per costo e superficie).
Non rientrano nel contributo i lavori nei castagneti da frutto in produzione attiva, i ripristini a seguito di danni da avversità atmosferiche o parassiti, e le opere di consolidamento all’interno di cave o ex cave.
Il contributo copre la totalità delle spese sostenute, rispettando questi tetti:
- Spesa minima per domanda: 5.000 euro
- Spesa massima per ettaro: 10.000 euro/ha
- Importo massimo per singola domanda: 150.000 euro
Oltre ai costi materiali (lavori nel bosco, acquisto e messa a dimora delle piante, preparazione del terreno, manodopera e protezioni), il bando riconosce anche le spese tecniche (progettazione, direzione lavori e collaudo) fino a un massimo del 10% dell’investimento. I prezzi devono fare riferimento al Prezzario Regionale Agroforestale.
Attenzione: i lavori devono iniziare obbligatoriamente dopo aver inviato la domanda.
Per fare richiesta è indispensabile affidarsi a un tecnico abilitato che rediga il Progetto di miglioramento boschivo (secondo l’Allegato tecnico 14.2). Sarà inoltre necessario disporre delle autorizzazioni previste (come il Progetto di taglio ai sensi del Regolamento regionale n. 2/2020) e degli eventuali atti di assenso tra proprietari o convenzioni di gestione.
Le domande verranno valutate e inserite in una graduatoria regionale in base a specifici criteri di priorità (come l’eventuale possesso della certificazione di Gestione Forestale Sostenibile – GFS). In caso di parità di punteggio, verrà data precedenza ai progetti che coinvolgono le superfici più estese.
Una volta approvato il contributo tramite decreto AVEPA, si avranno 24 mesi di tempo per completare i lavori e presentare la rendicontazione finale.
