Partecipate – Brusco (M5S): “AGSM, regolamento di conti tra il sindaco di Verona Sboarina e la sua stessa maggioranza, mentre cala il silenzio sulle nuove prospettive della multiutility”

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Partecipate – Brusco (M5S): “AGSM, regolamento di conti tra il sindaco di Verona Sboarina e la sua stessa maggioranza, mentre cala il silenzio sulle nuove prospettive della multiutility”

(Arv) Venezia 25 giu. 2020 –      “Adesso è tutto chiaro: la vicenda della svendita di AGSM è una questione tutta politica, altro che bollette e prospettive industriali”. Sono le parole del Consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Manuel Brusco che spiega: “Non c’è intesa sul futuro della multiutility nemmeno tra il sindaco di Verona Federico Sboarina e la maggioranza che lo sostiene in comune, in particolare la Lega, salvo poi scoprire che quest’ultimo partito fa il gioco esattamente contrario in casa della consociata vicentina AIM. Eppure l’apertura a soluzioni alternative alla svendita alla lombarda A2A aveva immediatamente portato a nuove offerte, che coinvolgerebbero anche altre aziende energetiche del Nordest, facendo tornare in auge la prospettiva di un sistema regionale. Che fine ha fatto tutto questo? Quale può essere l’atteggiamento dei possibili partner di AGSM alla vista di queste beghe di palazzo?” “Una cosa appare certa – continua il Consigliere – AGSM rappresenta per la politica un centro di potere e il suo futuro viene gestito solo in quest’ottica. È scandaloso che non si riesca a preservare e valorizzare un’azienda pubblica solida e di valore, tenendo come obiettivo principale il suo ruolo di servizio collettivo. In ogni caso chiederemo quanto sono costate ai veronesi le consulenze fornite ad AGSM da professionisti che risulterebbero già coinvolti in altre fusioni con A2A e stiamo anche segnalando le anomalie di questa operazione tutta “sboariniana” anche all’antitrust”. “Ora davvero basta con questa commedia stucchevole – conclude Brusco – vengano considerate le offerte di partnership industriale sul piatto, si dia modo rapidamente di acquisirne eventualmente altre e si prenda una decisione, dalla quale, però, la politica con i suoi interessi poco chiari deve tenere giù le mani”.

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