Sanità Finco (LN) – “Sul fronte sanitario ennesimo passo falso del Governo, che non ha niente di meglio da fare che impugnare la legge veneta sul corso di medicina a Treviso”

Sanità Finco (LN) – “Sul fronte sanitario ennesimo passo falso del Governo, che non ha niente di meglio da fare che impugnare la legge veneta sul corso di medicina a Treviso”

(Arv) Venezia, 5 giu. 2020 – “Dopo tutto quello che la nostra Regione ha fatto e sta continuando a fare sul fronte della sanità a tutela della vita dei propri cittadini, il Governo non ha nulla di meglio da fare che impugnare la nostra legge regionale che finanzia l’istituzione di un corso di laurea in medicina e chirurgia da parte dell’Università degli studi di Padova presso a Treviso.” Esordisce così il Capogruppo della Lega Nord in Consiglio regionale Nicola Finco alla notizia dell’impugnativa governativa. “E pensare che sono state fornite plurime ed ampie assicurazioni in ordine alle modalità attuative delle disposizioni in questione, nel senso del rispetto del fabbisogno in materia di personale sanitario, definito annualmente, in regime di numero chiuso, a livello nazionale, che determina il numero di studenti ammessi a frequentare i corsi di laurea in medicina e chirurgia. E numerose sono state anche le interlocuzioni dei nostri dirigenti regionali con i Ministeri competenti. Quanto agli aspetti più propriamente finanziari , che appaiono aver assunto la prevalenza nella impugnativa della legge, è evidente come il fondo sanitario viene già legittimamente utilizzato per finanziare i contratti di formazione specialistica dei medici , finanziando così la formazione sul campo in sede ospedaliera, e quindi a maggior ragione appare legittimo utilizzare, come prevede la legge regionale in questione, lo stesso fondo per assicurare il finanziamento dei percorsi nella fase immediatamente precedente quella della formazione specialistica – spiega la nota del capogruppo della Lega – Di fronte alla mancanza di medici, dovuta essenzialmente ad una mancata adeguata e sufficiente programmazione nazionale, il Governo non ha di meglio da fare che impugnare la nostra legge che mira a garantire un maggior numero di laureati in medicina e quindi di medici; tutto ciò è veramente inaccettabile e vergognoso”  prosegue il rappresentante leghista che non nasconde la sua indignazione: “ Non posso, peraltro, non evidenziare come tutta la legislazione statale in regime di emergenza epidemiologica da Covid 19 si muova proprio nella direzione prefigurata dalla legge regionale del Veneto.  Spiacerebbe constatare, magari a distanza anche di pochi mesi se non di settimane da oggi, che il legislatore statale disponga esso stesso nel senso della legge regionale del Veneto, dovendo così rinunziare alla impugnativa: e non sarebbe certo la prima volta che il legislatore statale, sempre in ritardo, assume il modello regionale, come riferimento da estendere su base nazionale.  Basti ricordare quanto recentemente avvenuto con l’impugnativa della norma regionale, articolo 19 della legge regionale n. 15 del 2019,  che disciplinava l’utilizzo delle graduatorie concorsuali del personale degli enti e aziende del servizio sanitario regionale, prevedendo l’utilizzazione delle graduatorie ‘anche per l’assunzione di idonei non vincitori nei limiti del fabbisogno triennale di personale e della relativa dotazione organica’  evitando così la continua replicazione delle procedure concorsuali con i relativi costi e l’allungamento dei tempi di risposta alle esigenze di disporre di personale del comparto sanitario Non a caso il Consiglio dei Ministri nella seduta del 24 aprile 2020 deliberò la rinuncia alla impugnativa, in quanto le norme statali che impedivano tale soluzione, successivamente all’approvazione della legge regionale e alla sua improvvida impugnativa, erano state abrogate da una legge dello Stato.  Auspico, quindi, per il bene dei cittadini, che il Governo torni velocemente sui propri passi, ritirando l’impugnativa contro la nostra legge regionale n. 10/2020, rendendo, in questo modo sì, un servizio alla sanità pubblica e ai cittadini tutti”.

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(Consiglio Veneto)