FASE3. COLDIRETTI, 200 ANNI DI CIBO ITALIANO. BICENTENARIO NASCITA DI PELLEGRINO ARTUSI. SCARAMUZZA (TERRANOSTRA): A ROMA I PROVINI PER I NUOVI CUOCHI CONTADINI

FASE3. COLDIRETTI, 200 ANNI DI CIBO ITALIANO. BICENTENARIO NASCITA DI PELLEGRINO ARTUSI. SCARAMUZZA (TERRANOSTRA): A ROMA I PROVINI PER I NUOVI CUOCHI CONTADINI

FASE 3: COLDIRETTI, CIBO ITALIANO FESTEGGIA 200 ANNI NASCITA ARTUSI

Leva per rilanciare ristorazione Made in Italy nel mondo ferita da crisi Covid

SCARAMUZZA (TERRANOSTRA): A ROMA I PROVINI PER I NUOVI CUOCHI CONTADINI

 

4 agosto 2020 – “L’esaltazione del cibo, la valorizzazione delle ricette regionali e dei piatti della tradizione rurale sono il tributo che i contadini ai fornelli di Campagna Amica dedicano al padre della cucina italiana, Pellegrino Artusi, in occasione del bicentenario della nascita”. E’ quanto dichiara Diego Scaramuzza presidente nazionale degli agriturismi di Terranostra, che aggiunge:” “Non manca nella biblioteca degli operatori agrituristici e neppure tra le lezioni previste dai corsi di formazione che ogni anno sono promossi sul territorio, il riferimento alla scuola del maestro che ha saputo amalgamare non solo gli ingredienti tipici locali ma anche la cultura del mangiare sano secondo i principi base della dieta mediterranea”.

“E mentre in questi giorni i giovani talenti d’Italia si misurano con prove d’ingresso per accedere alla scuola dei cuochi agricoltori di Coldiretti – spiega Scaramuzza – è spontaneo legare questa ricorrenza al rilancio nel mondo della vera ristorazione 100% Made in Italy che rischia un crack da 34 miliardi nel 2020 a livello nazionale a causa della crisi economica, del crollo del turismo e del drastico ridimensionamento dei consumi fuori casa provocati dall’emergenza coronavirus”.

E’ anche grazie al prezioso lavoro di Artusi – sottolinea Coldiretti – se l’agroalimentare italiano in pochi anni da una economia di sussistenza ha saputo conquistare primati mondiali e diventare simbolo e traino del Made in Italy grazie all’agricoltura più green d’Europa con 305 specialità ad indicazione geografica riconosciute a livello comunitario e 524 vini Dop/Igp, 5155 prodotti tradizionali regionali censiti lungo la Penisola, la leadership nel biologico con oltre 60mila aziende agricole biologiche e la più grande rete mondiale di mercati di agricoltori e fattorie con Campagna Amica. Non a caso il cibo rappresenta per quasi il 18% degli italiani la principale motivazione di scelta del luogo di villeggiatura, mentre per un altro 50% costituisce uno dei criteri su cui basare la propria preferenza e solo un 7% dichiara di non prenderlo per niente in esame, secondo un’indagine Coldiretti-Ixe’.

Molti dei piatti, descritti per la prima volta dall’Artusi sono – sottolinea la Coldiretti – frutto di un mix delle diverse esperienze regionali che sono diventati oggi il simbolo del nostro Paese: dal “sugo di carne” della domenica italiana alla balsamella, dai maccheroni alla napoletana al risotto alla milanese, dalla fiorentina ai saltimbocca alla romana fino al minestrone che sotto un unico nome lungo tutto lo stivale incorpora però ingredienti diversi. Il minestrone – ricorda la Coldiretti – venne scoperto dall’autore a Livorno ma col passar del tempo è diventato famoso in tutta Italia, anche se con caratteristiche diverse in base ai prodotti locali e alle tradizioni come lui stesso dice “padronissimi di modificarlo a vostro modo a seconda del gusto d’ogni paese e degli ortaggi che vi si trovano……lesso, fagioli, cavolo verzotto, spinaci, poca bietola, prosciutto grasso, una piccola cipolla, zucchino, poco sugo di pomodoro…”.

Lo stesso ragu’ di carne che oggi viene considerato il primo attore della domenica in famiglia è stato codificato dal profeta della cucina italiana “prendete un pezzo di carne nel lucertolo e steccatelo con fettine di prosciutto grasso e magro … battutino di lardone, aglio, prezzemolo, sale e pepe. Accomodata la carne… e legata collo spago per tenerla più unita, ponetela al fuoco con un battuto di lardone e cipolla finemente tritata… rosolata che sia la carne e consumato il battuto, aggiungetevi tre o quattro pezzi di pomodoro sbucciati e quando questi siano distrutti, unitevi, a poco per volta, del sugo di pomodoro passato. In mancanza di pomodori freschi servitevi di conserva”.

E la balsamella divenuta col passar del tempo besciamella, ancora oggi – precisa la Coldiretti – accompagna ogni piatto di festa e gli ingredienti, sono da sempre gli stessi: farina, burro, latte. La “Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” – conclude la Coldiretti – è stato: pubblicato per la prima volta nel 1891 oltre ad essere un delizioso ricettario, rappresenta il vero punto fermo della tradizione culinaria italiana attraverso lo studio delle varie cucine regionali per rivisitarle dando loro una sorta di base comune, di minimo comun denominatore, capace di creare una nuova tradizione.

(Coldiretti Rovigo)

Please follow and like us