COLDIRETTI A STRASBURGO, MIGLIAIA IN PIAZZA CONTRO IL MERCOSUR E LE “FOLLIE” UE

VANTINI: “AGRICOLTURA NON È MERCE DI SCAMBIO A FAVORE DI ALTRI SETTORI PRODUTTIVI”

20 gennaio 2026 – Una Place de Bordeaux gremita stamattina davanti alla sede del Parlamento Europeo per la grande mobilitazione che ha coinvolto migliaia di agricoltori e centinaia di trattori da tutta Europa.

Coldiretti era presente con una delegazione di oltre mille associati da tutta Italia guidata dal Presidente Ettore Prandini e dal Segretario Generale Vincenzo Gesmundo, che si sono uniti ai colleghi francesi della Fnsea per chiedere alle istituzioni comunitarie di fermare il progetto distruttivo della presidente della Commissione Ursula Von der Leyen. Presente anche una delegazione veronese.

Al centro della protesta, il tentativo di accelerare la firma dell’accordo con i paesi del Mercosur. Per Coldiretti, il trattato senza reciprocità e senza le dovute garanzie sui controlli rappresenterebbe non solo un grave danno per consumatori e agricoltori, ma anche un pericoloso precedente. Tale accordo permetterebbe infatti l’ingresso in Europa di cibi prodotti senza gli standard sanitari, ambientali, di sicurezza alimentare e di lavoro etico richiesti ai produttori dell’Unione Europea.

Il Presidente Ettore Prandini ha ribadito con forza che la battaglia punta a bloccare le decisioni di una cerchia ristretta di tecnocrati che mettono a rischio il reddito degli agricoltori europei e la salute di 400 milioni di cittadini. Coldiretti ritiene un’ingiustizia intollerabile, verso l’agricoltura e l’intera collettività, l’importazione di prodotti realizzati con regole diverse o, peggio, attraverso lo sfruttamento della manodopera minorile.

La mobilitazione di Strasburgo conferma che la Coldiretti non intende fare passi indietro. La battaglia continuerà nelle piazze e nelle sedi istituzionali finché non si otterranno risposte chiare e impegni concreti per tutelare la dignità delle imprese agricole e la trasparenza di ciò che finisce sulle tavole dei cittadini.

VANTINI

“Siamo a Strasburgo con un obiettivo chiaro, – ha spiegato Alex Vantini, presidente di Coldiretti Verona – cioè proteggere il futuro dei nostri imprenditori. Non accettiamo accordi di libero scambio che ignorano il principio fondamentale della reciprocità. Non siamo contro il mercato globale, ma pretendiamo che chiunque esporti in Europa rispetti le stesse rigide regole imposte a noi. È inaccettabile che l’agricoltura venga usata dalla Commissione von der Leyen come merce di scambio per favorire gli interessi industriali di singoli Stati, come la Germania. Produrre cibo di qualità difendendo chi lo coltiva dovrebbe essere un segno di lungimiranza, non un peso da svendere. Oggi chiediamo coerenza ai parlamentari europei: devono scegliere se stare concretamente al fianco degli agricoltori o piegarsi alle logiche dei gruppi politici. La nostra mobilitazione non si fermerà finché non avremo ottenuto certezze e dignità per il lavoro agricolo.”

ALBANO

“La nostra presenza qui a Strasburgo – ha sottolineato Massimo Albano, Direttore di Coldiretti Verona – serve a denunciare una distorsione del mercato che danneggia le nostre imprese. Non si può pretendere rigore assoluto all’interno dei confini comunitari e poi chiudere entrambi gli occhi sui prodotti che arrivano da altri continenti. Senza reciprocità, il cosiddetto ‘libero scambio’ si trasforma in una concorrenza sleale ai danni delle nostre eccellenze. Il Parlamento Europeo ha ora il potere e il dovere di intervenire per modificare la proposta della Commissione. Chiediamo regole uguali per tutti: se una norma viene imposta a un produttore italiano, deve valere anche per chi esporta verso l’Europa. Diversamente, ci troviamo di fronte a una presa in giro che non siamo disposti a tollerare. Siamo pronti a sostenere questa battaglia nei prossimi giorni e nei prossimi mesi, con ogni mezzo necessario, per garantire il futuro del comparto”.

COMPARTO CARNE

Uno dei comparti agricoli che subirebbero più di altri di questa concorrenza sleale nella provincia di Verona, sarebbe quella della produzione di carne.

Secondo i dati elaborati dal Centro Studi di Coldiretti Verona su fonte BDN (Banda Dati Nazionale dell’anagrafe zootecnica gestita dal Ministero della Salute) la produzione di carne, sia bovina che avicola, rappresenta il settore più dinamico e in salute della provincia veronese.

I bovini da carne hanno stabilizzato la loro presenza sopra quota centomila con una crescita strutturale negli ultimi cinque anni da 89.376 capi nel 2021 ai 109.447 stimati nel 2025.

Il settore dei polli da carne veronese si conferma un colosso produttivo capace di recuperare rapidamente i cali congiunturali del 2021 a causa dell’aviaria e puntare alla soglia dei 15 milioni di capi stimati per il 2025 con un incremento di circa 2,4 milioni di capi rispetto al 2022 che conferma la centralità e la forte espansione della filiera avicola nel territorio.

BELTRAME

“Se l’accordo Mercosur passa, – interviene Giacomo Beltrame, vice presidente di Coldiretti Verona, presente a Strasburgo – a pagare saremo noi allevatori e, soprattutto, i cittadini europei. Siamo qui a Strasburgo per denunciare un trattato che non è solo commerciale, ma rappresenta una minaccia diretta alla salute e al lavoro. In Europa e in Italia seguiamo regole severissime per garantire carne sicura, mentre questo accordo spalanca le porte a prodotti ottenuti con ormoni e pesticidi vietati da noi da oltre 25 anni. Non possiamo accettare un doppio standard che penalizza chi rispetta le regole e mette a rischio i consumatori: diciamo no alla concorrenza sleale e ai veleni nel piatto, per difendere la trasparenza e il vero Made in Italy.”

(Coldiretti Verona)