Un Contratto di fiume per il basso Livenza: buona la depurazione ma attenzione ad altri inquinanti

Motta di Livenza (Tv), 4 giugno 2026                             Comunicato stampa

Un Contratto di fiume per il basso Livenza: buona la depurazione ma attenzione ad altri inquinanti

Con la quarta tappa di “Operazione fiumi”, Legambiente Veneto premia gli investimenti di LTA ma invita a un lavoro sinergico tra gli enti preposti della Regione Veneto e della Regione Friuli Venezia Giulia

Anche il Livenza finisce sotto la lente di Legambiente Veneto, che con “Operazione fiumi” per il sesto anno continuativo si occupa di mappare la salute dei corsi d’acqua del Veneto. Sei dei 55 campionamenti dell’edizione 2026 realizzati da volontarie e volontari del Cigno Verde hanno riguardato appunto il Livenza e, per la prima volta, anche uno dei suoi affluenti: il Monticano. Giovedì 4 giugno alle ore 11 in sala consiliare a Motta di Livenza la restituzione dei dati: il fiume risulta in buono stato di salute per quanto riguarda i batteri fecali, mentre permangono criticità sul fronte del PFOS lineare, proveniente da fuori regione: da qui la proposta di un “Contratto di fiume del Basso Livenza” per affrontare in sinergia tra enti e regioni coinvolte ogni criticità. “Operazione fiumi” vede anche quest’anno il supporto tecnico di Arpav, che ha svolto le analisi sui campioni raccolti dai volontari, nonché il contributo di COOP Alleanza 3.0 e BCC Veneta Credito Cooperativo, infine il patrocinio delle Autorità Distrettuali di Bacino del fiume Po e delle Alpi Orientali.

Dopo Adige, Brenta e Po, “Operazione fiumi – esplorare per custodire” arriva anche sul fiume Livenza per raccontare la qualità dei corsi d’acqua del Veneto anche attraverso la presenza di inquinanti. Nel mese di maggio infatti volontari e volontarie di tutto il Veneto hanno effettuato una serie di campionamenti alla ricerca di Escherichia coli (batteri fecali), glifosate e PFAS nelle acque dolci della regione, grazie alla preziosa collaborazione con Arpav che ha fornito le analisi. Il Livenza ha visto attenzionati gli usuali 5 punti: uno a Gorgo al Monticano (località Navolè), due a Motta di Livenza, uno a San Stino e, infine, uno a Caorle. Quest’anno si è deciso di aggiungere un punto di campionamento anche sul Monticano, sempre a Motta di Livenza. Questi sei punti sono stati scelti da Legambiente per affiancare e integrare le indagini e i continui monitoraggi sui corsi d’acqua effettuati dall’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale, che restituiscono ogni anno un quadro completo dello stato di salute dei bacini idrografici della regione in termini di sostanze inquinanti.
Con questa campagna, l’obiettivo principale di Legambiente è quello di accendere i riflettori sullo stato della depurazione dei fiumi del Veneto, attraverso rilevazioni della presenza del batterio Escherichia coli, la cui presenza in elevate concentrazioni è sintomo di contaminazione fecale dovuta ad insufficiente depurazione degli scarichi civili.

Nonostante nessun fiume in Veneto sia balneabile per decreto regionale e per ragioni che esulano dalla sola qualità microbiologica, consapevole che i 1000 MPN/100mL non corrisponde ad un limite di qualità legislativo, Legambiente ritiene importante indicare tale valore di qualità quale obiettivo a cui tendere per ogni corso d’acqua, in quanto requisito individuato dalla normativa cardine (D.Lgs. n. 116/2008, che recepisce la Direttiva europea 2006/7/CE) in materia sanitaria  per indicare la qualità delle acque di balneazione, oltre che parametro definito dalla Regione del Veneto per indicare una qualità microbiologica delle acque superficiali coerente con la destinazione all’uso irriguo senza restrizioni.

Tabella di sintesi dei dati raccolti sul Livenza per la campagna “Operazione fiumi 2026

FIUME LOCALITÀ – COMUNE PROV. Escherichia coli MPN/100ml T (°C) pH CONDUCIBILITÀ uS/cm
LIVENZA GORGO AL MONTICANO TV 988 16.2 8.15 379
LIVENZA MOTTA DI LIVENZA TV 839 15,9 7.95 417
MONTICANO MOTTA DI LIVENZA TV 345 17,7 7.89 580
LIVENZA MOTTA DI LIVENZA TV 373 16.2 7.95 440
LIVENZA SAN STINO DI LIVENZA VE 86 16.9 7.99 418
LIVENZA CAORLE VE 199 18.8 7.69 >3999

Nota: Si sottolinea che nonostante nessun fiume in Veneto sia balneabile per decreto regionale e per ragioni che esulano dalla sola qualità microbiologica, consapevole che i 1000 MPN/100mL non corrisponde a un limite di qualità legislativo, Legambiente ritiene importante indicare tale valore di qualità quale obiettivo a cui tendere per ogni corso d’acqua, in quanto requisito individuato dalla normativa cardine (D.Lgs. n. 116/2008, che recepisce la Direttiva europea 2006/7/CE) in materia sanitaria per indicare la qualità delle acque di balneazione, oltre che parametro definito dalla Regione del Veneto per indicare una qualità microbiologica delle acque superficiali coerente con la destinazione all’uso irriguo senza restrizioni.

Entrando nello specifico di questi due corsi d’acqua, i risultati fanno emergere che in nessuno dei sei punti campionati sono state riscontrate concentrazioni elevate di batteri fecali; anzi, tutti i valori sono risultati al di sotto del valore guida di riferimento per il primo anno da quando, con Operazione Fiumi, Legambiente ha iniziato a ricercare questo inquinante nei fiumi veneti. I dati preoccupanti raccolti nelle scorse edizioni, infatti, in particolare quelli relativi ai campioni prelevati a valle della confluenza del Monticano sulla Livenza (Colmello Albano) erano notevolmente peggiori di quelli prelevati poco più a monte (confluenza Livenza morta). Questo è il motivo per cui per questa sesta edizione si è valutato di aggiungere all’analisi un punto di campionamento anche sul Monticano, in modo da poter inquadrare con più precisione il suo apporto al Livenza, considerando il fatto che esso attraversa il centro di Oderzo e la zona industriale di Gorgo al Monticano. Fortunatamente, anche questo dato quest’anno ha dato un riscontro positivo sullo stato di salute del fiume, almeno sul piano della contaminazione fecale da Escherichia coli.

Dal quadro ambientale del bacino del Livenza, delineato dall’Agenzia Regionale per la Protezione e la Ricerca Ambientale del Veneto, risulta che nel 2025 si sono verificati tre superamenti della concentrazione media annua di PFOS lineare lungo il corso d’acqua principale, probabilmente di origine esterna alla Regione del Veneto, mentre negli altri corpi idrici del Bacino lo stato chimico è risultato “Buono”.
Tra gli inquinanti specifici sono stati rilevati alcuni superamenti dei valori medi annui previsti dalla normativa inerenti i pesticidi: 2 casi per l’AMPA (prodotto di degradazione del Glifosate), 1 caso di Glifosate, Dimetomorf, Metalaxil e Metalaxil-M e Pesticidi totali.
Nel 44% delle stazioni monitorate il livello dei nutrienti (stato trofico rappresentato tramite l’indice LIMEco) è risultato inferiore a “Buono”; situazione che riguarda tutte le stazioni sul Monticano e sul suo affluente Crevada tra Conegliano e Oderzo, mentre la Livenza si presenta con un ridotto carico di nutrienti, quindi in stato buono/ottimo, da questo punto di vista.
La valutazione complessiva degli EQB, indicatori biologici, nei 3 corpi idrici monitorati da Arpav (Canale Fazzoletta – Faver – Il Ghebo, Torrente Crevada, Fosso Borniola) è risultata inferiore a “Buono”. Il monitoraggio morfologico, condotto negli anni precedenti al 2025, ha evidenziato condizioni in prevalenza in stato Scadente o Moderato.

I risultati del monitoraggio di Operazione Fiumi restituiscono un quadro nel complesso positivo dal punto di vista della depurazione nei punti analizzati” spiega Giulia Bacchiega, portavoce della campagna Operazione fiumi di Legambiente Veneto. “Permangono però criticità dovute alla presenza di superamenti della concentrazione media annua di pesticidi e PFOS lineare, la cui provenienza secondo Arpav è da indagare fuori regione e su cui abbiamo chiesto più volte alle Istituzioni e agli Enti preposti al controllo di agire, sollecitando anche gli omologhi della Regione Friuli Venezia Giulia a intensificare i controlli, per fare luce al più presto sulle fonti di questo inquinamento. Resta dunque fondamentale proseguire con gli investimenti nelle infrastrutture, accelerando gli interventi dove ancora permangono criticità. Allo stesso tempo, serve rafforzare il lavoro di sensibilizzazione verso cittadini, amministrazioni e imprese per promuovere una gestione più consapevole e sostenibile della risorsa idrica, oggi sempre più strategica anche alla luce della crisi climatica”.
Nel ribadire l’importanza di questo fiume, riconoscendo gli sforzi messi in campo dal gestore LTA (costituitosi solo nel 2014) per migliorare il servizio idrico integrato, riteniamo sia necessario un salto di qualità nella gestione regionale e interregionale. A tale scopo proponiamo l’avvio del Contratto di Fiume del Basso Livenza di modo da affrontare, unitariamente, le problematiche di conservazione della qualità, e quantità, dell’acqua della Livenza. Essa infatti è stata già messa a dura prova con la crisi del 2022 e con il blocco del potabilizzatore per la risalita del cuneo salino di oltre 20 km” dichiara Maurizio Billotto, referente del circolo Legambiente Veneto Orientale.

(Legambiente Veneto)