Per la XXIVª edizione del Festival dei giochi antichi, Buona Pratica Unesco, le due realtà operano in sinergia per ampliare il già ricco gruppo di persone – oltre 150 – che ogni anno fin dagli esordi garantiscono la buona riuscita della manifestazione e permettono di mantenerne la gratuità. “Mi metto in gioco” è il claim della nuova partnership che attraverso la campagna “Cercasi Umani” ha l’obiettivo di promuovere il volontariato a favore del Festival e, più ampiamente, delle organizzazioni veronesi. Scopri tutte le posizioni aperte.
Nato per gioco, ma con estrema chiarezza d’intenti, quasi 25 anni fa, il Tocatì – Festival Internazionale dei Giochi in Strada è ora una manifestazione consolidata, attesa ogni settembre da migliaia di persone che arrivano a Verona anche da fuori Italia. Di più. Dal 2022 è riconosciuto dall’UNESCO come Buona Pratica di Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO. Organizzato da AGA Associazione Giochi Antichi, in collaborazione con il Comune di Verona, con il sostegno della Regione del Veneto e sotto il patrocinio dell’UNESCO e dell’ICPI Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura (MIC), per l’edizione di quest’anno che dà appuntamento dal 18 al 20 settembre a Veronetta e dintorni, il Tocatì intende mettere l’accento su ciò che gli ha permesso di essere così longevo: il volontariato, con l’insostituibile impegno delle oltre 150 persone, fra volontarie e volontari, che ogni anno lo supportano. Un festival da sempre con accesso totalmente gratuito: a chi partecipa ai tanti giochi e alle varie iniziative come spettacoli, conferenze, concerti e molto altro, non viene chiesto un solo euro, particolare assolutamente non scontato, che non sarebbe possibile senza l’adesione di tante persone appassionate.
Un messaggio di gratuità, comunità, partecipazione comune al CSV Centro Servizio per il Volontariato di Verona, che sarà presente al Festival attraverso la campagna di promozione del volontariato Cercasi Umani con il claim “Mi metto in gioco”. Obiettivo promuovere il volontariato per il Festival e, più ampiamente, a favore delle organizzazioni veronesi.
A segnalare tutti gli operatori volontari, e suggellare questo comune intento, quest’anno le magliette segnaleranno proprio chi, giocando, si è messo in gioco diventando volontario.
Nuovi volontari, nuove opportunità. Nel sito tocati.it, alla pagina Diventa volontario, sono già disponibili le descrizioni per i nuovi profili ricercati: da chi desidera essere un giocatore esperto nei vari punti gioco, a chi intende contribuire alla realizzazione degli eventi, attivarsi per l’accoglienza nei punti informativi, occuparsi delle aree ristoro e botteghe, dedicarsi all’accoglienza e trasporto degli ospiti stranieri, documentare con foto e video. E per chi non ama la folla e preferisce attività manuali, c’è la possibilità di occuparsi degli allestimenti e di attività legate al magazzino e trasporto materiali utili al festival. È possibile proporsi già da ora direttamente contattando AGA attraverso il form nella pagina.
L’impegno continua. Dopo Tocatì, per quanti durante la tre giorni di gioco ed eventi ci avranno preso gusto, le opportunità di volontariato continuano in tantissimi altri ambiti come ambiente, diritti, sociosanitario e soccorso, protezione civile, istruzione e cultura, e altre esperienze che favoriscono sviluppo sostenibile, solidarietà, bene comune. Nel sito veronavolontariato.it, cliccando su Diventa volontario, si possono infatti trovare le proposte delle associazioni che partecipano alla campagna di promozione del volontariato Cercasi Umani e che cercano volontari.
«Il Tocatì è strada, giochi e persone; nel quartiere di Veronetta potremo vedere comunità di gioco italiane e irlandesi mescolarsi a centinaia di visitatori e giocatori. Senza i volontari quelle strade rimarrebbero vuote» spiega Diego Caloi presidente di Associazione Giochi Antichi di Verona.
«Il volontariato permette di “mettersi in gioco” perché mette alla prova doti, abilità e consente di apprendere, inoltre è fonte di benessere sia personale che collettivo, fa bene a chi lo fa e a chi lo riceve – puntualizza Roberto Veronese, presidente CSV Verona – infine permette di partecipare attivamente alla vita della comunità mettendo al centro un bene più grande e comune».
Mi metto in gioco
Come sono i volontari di Tocatì? I volontari e le volontarie Tocatì scelgono di partecipare al festival dopo aver risposto alla ricerca di un preciso profilo che hanno sentito proprio e aver condiviso il vademecum. Una serie di documenti che li invita ad essere, e li seleziona, in base a questi aggettivi: appassionati, altruisti, empatici, positivi, disponibili, accoglienti, cortesi, solari, sorridenti, pazienti, motivati, partecipativi, solidali, creativi, diligenti, ordinati, flessibili e con una spiccata propensione ad aiutare gli altri. Queste sono tutte le parole, insieme alle abilità operative cui attingere o da scoprire in sé, che abbiamo letto nei documenti consegnati a chi vuole diventare volontario e che ci hanno fatto riflettere su come ognuno e ognuna sarà chiamato a “mettersi in gioco”.
“Mi metto in gioco” è quindi il claim perfetto per la partnership che vuole aiutare Tocatì a sottolineare in questa edizione che il “personale” del Festival è volontario e il valore del mettersi in gioco facendo volontariato.
Perché il volontariato è “mettersi in gioco”, tutto il volontariato lo è. Tutti gli aggettivi ci hanno fatto pensare a Cercasi Umani, la nostra campagna di promozione del volontariato Cercasi Umani.
Per chi vuole diventare volontario
Per fare volontariato sono necessarie alcune queste peculiarità caratteriali e attitudini personali, perché faranno in modo che l’esperienza di volontariato risulti soddisfacente.
La positività aiuta a creare un ambiente accogliente e collaborativo. Fare volontariato non è solo una questione di tempo e impegno, ma anche di qualità e di consapevolezza di come ogni singola azione personale può influenzare l’esperienza di chi ci sta intorno. L’atteggiamento può fare la differenza, piccoli gesti possono trasformare (positivamente o negativamente) una giornata o un’esperienza. Scegliendo di diventare volontaria o volontario non si rappresenta solo se stessi, ma anche l’organizzazione che si è scelto di sostenere, in questo caso AGA.
