
È concluso il restauro della Trasfigurazione di Cristo di Tiziano Vecellio, collocata sull’altare maggiore della chiesa di San Salvador a Venezia. L’intervento, avviato nel gennaio 2026, è stato finanziato da Save Venice grazie al sostegno di Arnold M. Bernstein ed eseguito dalla restauratrice Valentina Piovan, con la collaborazione di Carlotta Dal Santo e Annalisa Tosatto, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la Città Metropolitana di Venezia (soprintendente Corrado Azzolini, funzionari Devis Valenti e Valeria Saccarola) e dell’Ufficio beni culturali ecclesiastici diretto da don Gianmatteo Caputo.
Il recente restauro della Trasfigurazione di Tiziano,ha restituito un capolavoro fondamentale della tarda maturità del maestro cadorino. L’intervento si era reso urgente a causa di un malfunzionamento del precedente sistema di movimentazione che aveva provocato una lacerazione della tela, aggravando una situazione strutturale già compromessa da profonde erosioni e lacune lungo i bordi inferiori, che minacciavano la tenuta del dipinto sul telaio.
La complessa operazione di risanamento del supporto tessile ha richiesto la messa in sicurezza dell’opera e lo smontaggio dal telaio. I restauratori hanno disteso e riallineato gradualmente le fibre originali, ricucendo la lacerazione con un paziente lavoro filo a filo. Le aree più fragili sono state consolidate e protette attraverso l’applicazione di rinforzi sagomati in velo di seta, restituendo stabilità e continuità all’intera struttura. Accanto al recupero strutturale, una delicata pulitura condotta con solventi in gel ha rimosso gli strati di vernici alterate, i ritocchi e le ridipinture accumulate nel tempo. Questa operazione ha svelato la piena autografia dell’opera, escludendo l’intervento della bottega e rimettendo in luce la straordinaria “tarda maniera” di Tiziano. La superficie ha riacquistato la sua originaria potenza espressiva, caratterizzata da pennellate vigorose, vibranti e interrotte, dove la luce non è un semplice elemento illuminante, ma sembra scaturire direttamente dall’impasto cromatico.
L’intervento è stato supportato da una campagna diagnostica approfondita. Il chimico Stefano Volpin ha integrato le analisi sui pigmenti già avviate negli anni Novanta, mentre il fotografo Matteo De Fina ha documentato le fasi del restauro e realizzato riflettografie a infrarosso che hanno rivelato i preziosi ripensamenti e aggiustamenti del pittore durante il processo creativo.
Dal punto di vista storico e liturgico, la tela fa parte di un articolato allestimento progettato entro il 1531 dall’architetto Guglielmo dei Grigi. Fin dalle origini, la pala di Tiziano – vista e documentata già da Giorgio Vasari nel 1566 – è stata concepita come una copertura ordinaria per la preziosa pala d’argento dorato tre-quattrocentesca sottostante, mostrata ai fedeli solo in precise solennità dell’anno. Per preservare questa antica e specifica funzione rituale, la ditta Alfier Restauri, in collaborazione con Ott Art di Venezia, ha ideato un nuovo sistema meccanico di movimentazione verticale. Il dipinto è stato montato su un telaio in alluminio leggero realizzato dalla ditta Grazioli di Verona; il movimento ora avviene in modo rettilineo e avanzato di pochi centimetri, evitando qualsiasi rischio di sfregamento con l’opera retrostante. L’intero meccanismo è reversibile e composto da elementi smontabili che non hanno richiesto modifiche murarie.
Il progetto, interamente finanziato dall’organizzazione Save Venice, ha infine compreso la manutenzione dei marmi dell’altare maggiore e della pala d’argento, curata dal Co.Sv.E.M. di Castelfranco Veneto, e la realizzazione di un moderno impianto di illuminazione da parte di City Green Light. Grazie a questo sforzo corale, la Trasfigurazione è restituita a Venezia e alla comunità scientifica nella pienezza della sua forza spirituale, visiva e conservativa.
