Presentazione Rapporto annuale 2025 della Chiesa di Padova

A campeggiare in copertina del fascicolo del Rapporto annuale 2025 della Chiesa di Padova, che presenta il bilancio della Diocesi (certificato da Pricewaterhouse Coopers Spa), delle parrocchie e di altri enti diocesani, è l’immagine di una barca a remi in viaggio su un bacino tranquillo. Un’immagine calma e di prospettiva che racconta visivamente uno stato d’animo rispetto al lavoro della Chiesa di Padova sul fronte della gestione dei beni.

La metafora della barca è ripresa anche dal vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, nel testo che introduce il fascicolo del Rapporto annuale, presentato stamane, sabato 7 novembre 2026 – nell’auditorium dell’Opera della Provvidenza di S. Antonio di Sarmeola di Rubano a Padova. “Remiamo insieme, con fiducia e senza paura” è il titolo del suo intervento che sintetizza un messaggio chiaro e di indirizzo, dove l’avverbio “insieme” racchiude il senso di una Chiesa che desidera rimanere fedele al suo mandato e consapevole che solo insieme si può raggiungere la meta. «Attraversare un lago in barca è un’esperienza semplice, ma ricca di significati – scrive il vescovo – si sceglie una direzione, si comincia a remare. Non sempre l’acqua è tranquilla, non sempre il vento è favorevole. Occorre mantenere la rotta, dosare le forze, fidarsi di chi è con noi sulla barca. E soprattutto, non dimenticare perché si è partiti e verso quale riva si desidera arrivare». I numeri da soli, ricorda il vescovo, non raccontano la vita di una Diocesi, ma offrono «una prospettiva importante per comprendere la vita e le responsabilità» e il percorso fatto. Inoltre – elemento fondamentale – la barca non procede se ciascuno rema per conto proprio. «La traversata – riprende mons. Cipolla – richiede collaborazione, fiducia reciproca e la disponibilità a riconoscere che il bene della comunità viene prima degli interessi particolari (…) I beni della Chiesa sono affidati alla nostra cura e il loro utilizzo deve essere orientato al bene delle comunità e delle persone, con attenzione soprattutto a chi rischia di rimanere ai margini».

Il vescovo oltre al richiamo evangelico che sottostà a ogni scelta ecclesiale, sottolinea l’importanza della trasparenza amministrativa e di un lavoro che rimarrà eredità per le generazioni future.

Su queste premesse di fondamento e di indirizzo si sviluppa il fascicolo che è stato presentato nelle sue diverse sezioni da don Lorenzo Celi, vicario episcopale per i beni temporali; dott. Giovanni Bottecchia, economo diocesano; avv. Alessandro Perego, responsabile Servizio di amministrazione per enti e parrocchie.

Nella “relazione di missione” don Lorenzo Celi ha voluto guardare – e ringraziare – cosa e chi sta dietro ai dati che raccontano risultati raggiunti o percorsi in progress, a volte complessi, ossia l’impegno dei numerosi soggetti coinvolti in una relazione di dialogo e reciprocità dalla “periferia” (le parrocchie con i loro parroci e i consigli parrocchiali per la gestione economica) al “centro” (gli uffici di curia con i diversi e numerosi servizi afferenti all’economato, all’ambito amministrativo, dei beni culturali ecclesiastici, e gli organismi collegiali – collegio dei consultori e consiglio diocesano per la gestione economica) per gestire al meglio i beni della Chiesa in tutte le sue dimensioni.

Guardando i dati se il rendiconto dello scorso anno (relativo al 2024) aveva segnato una svolta, fotografando una situazione di sostanziale solidità e un disavanzo nettamente inferiore agli anni precedenti – frutto sperato di un lungo lavoro di lettura e gestione del patrimonio – il rendiconto 2025 registra un ulteriore significativo passo avanti, dimezzando ulteriormente il disavanzo della Diocesi che si attesta sui 68mila euro.

«Il bilancio consuntivo si chiude con un disavanzo gestionale di 67.955 euro, in miglioramento rispetto al risultato negativo di 113.688 euro registrato nel 2024» scrive infatti l’economo diocesano dott. Giovanni Bottecchia. «La riduzione del disavanzo conferma una situazione di sostanziale equilibrio economico complessivo, in un esercizio caratterizzato da un’intensa attività istituzionale, da importanti interventi sul patrimonio e dall’avvio di numerosi progetti destinati a svilupparsi negli anni successivi». E tra questi ricorda l’avviata e quasi conclusa ristrutturazione degli uffici della Curia vescovile e l’avvio del progetto per la realizzazione del Polo delle biblioteche della Chiesa di Padova. Mentre guardando al futuro in cantiere segnala il recupero di un complesso immobiliare di via San Pietro a Padova per un intervento di carità.

Tornando ai dati l’economo fotografa una situazione soddisfacente: «Al 31 dicembre 2025 il totale dell’attivo ammonta a 78,36 milioni di euro, con un incremento di 2,64 milioni rispetto all’esercizio precedente. Il patrimonio netto raggiunge 53,80 milioni di euro, in crescita di circa 700 mila euro rispetto al 2024, e rappresenta quasi il 69% del totale dell’attivo. Le immobilizzazioni materiali ammontano a 44,61 milioni di euro, mentre quelle finanziarie raggiungono 22,37 milioni, con un incremento di 2,68 milioni rispetto all’anno precedente. In particolare, la consistenza degli investimenti finanziari va ricondotta a una progressiva razionalizzazione della gestione delle disponibilità e a una politica di investimento orientata alla prudenza, alla conservazione del capitale e alla generazione di rendimenti destinati al sostegno delle attività istituzionali. Un dato particolarmente significativo e degno di nota è rappresentato dall’assenza di indebitamento verso banche e altri finanziatori. I debiti complessivi ammontano a 5,17 milioni di euro, in diminuzione di circa 670 mila euro rispetto al 2024. Le disponibilità liquide si attestano a 6,19 milioni di euro, rispetto ai 6,99 milioni dell’esercizio precedente. La diminuzione deve essere letta congiuntamente all’andamento del rendiconto finanziario, che evidenzia un flusso positivo della gestione operativa pari a 1,80 milioni di euro, a fronte di un assorbimento netto di risorse per investimenti pari a 2,69 milioni».

Nella disamina l’economo sottolinea il forte impegno della Diocesi sul fronte della carità (in particolare con il sostegno alla Caritas diocesana, alle parrocchie e ad altre realtà ecclesiali impegnate nel territorio) e della cooperazione e solidarietà internazionale (tramite l’Ufficio per la Pastorale della missione), senza dimenticare però anche l’attenzione educativa e culturale che dal 2025 trova un ulteriore strumento nell’istituzione del ramo Terzo settore della Diocesi.

«La lettura dei dati del bilancio 2025 – precisa Bottecchia – evidenzia elementi di stabilità e solidità patrimoniale, ma anche questioni che richiederanno attenzione negli anni a venire: la sostenibilità dei costi della struttura, la capacità di generare entrate ricorrenti, il crescente fabbisogno manutentivo del patrimonio immobiliare e la necessità di assicurare un’adeguata copertura finanziaria ai numerosi interventi programmati». Una visione che richiede «prudenza amministrativa e capacità progettuale, rigore nella gestione delle risorse e disponibilità a investire in iniziative capaci di rispondere alle esigenze della comunità ecclesiale e del territorio».

Sul fronte delle parrocchie l’avv. Alessandro Perego, responsabile del Servizio amministrazione enti e parrocchie, registra un buono stato di salute per gran parte delle comunità. «I 438 rendiconti di gestione (quasi tutte le parrocchie l’hanno consegnato, ndr) presentano entrate per 64,2 milioni e uscite per 56,8 milioni, con un avanzo di 7,3 milioni: rispetto al 2024 le entrate crescono di quasi il 5%, le uscite del 7,6% e l’avanzo si riduce di circa un milione. Si rafforza anche la situazione patrimoniale: cresce la liquidità, calano i debiti e migliora la capacità di far fronte agli impegni con risorse proprie».

Per le parrocchie è sostanzialmente invariato il valore delle immobilizzazioni; mentre aumenta l’investimento per la manutenzione straordinaria e si riduce l’indebitamento. Stabili le entrate da offerte e collette, mentre calano le erogazioni per la carità e le missioni. Le sagre e feste parrocchiali rappresentano sempre una risorsa importante per la sostenibilità delle strutture e delle attività. Una specifica attenzione è stata destinata quest’anno alle scuole per l’infanzia e ai nidi parrocchiali: «I dati, disponibili quest’anno per la quasi totalità delle scuole (sono 166 le parrocchie che le gestiscono, ndr), – scrive Perego – mostrano ricavi per circa 60 milioni, superiori alle entrate istituzionali di tutte le parrocchie. Il margine però è minimo: circa 370 mila euro, lo 0,6% dei ricavi. Nel complesso, quindi, le scuole parrocchiali riescono a far fronte alle spese ordinarie, e questo consola, ma non generano avanzi sufficienti per interventi straordinari, come il miglioramento degli edifici, per i quali occorre contare su accantonamenti degli anni precedenti o attingere ad altre risorse della parrocchia».

DATI IN SINTESI

Il rendiconto gestionale 2025 dell’ente Diocesi si chiude con un disavanzo pari a 67.955 euro (nel 2024 era pari a 113.688; nel 2023 era di 939.741 euro), dovuto a un totale di 10.777.687 euro di costi a fronte di 10.709.732 euro di proventi (comprensivi di gestione attività pastorale, gestione culto e religione, gestione carità, gestione patrimonio, gestione struttura).

Nel 2025 le assegnazioni CEI dell’8xmille hanno destinato 1.648.681 euro a interventi caritativi (di cui 1.398.681 euro per il capitolo carità e missione e 250.000 euro in carità diretta della Diocesi); 1.732.569 euro a esigenze di culto e pastorale; 928.130 euro al restauro di beni culturali, per un totale complessivo di 4.309.380 euro.

In ambito missione (Ufficio missionario diocesano e Cuamm) e carità (Opsa Ets, Caritas, Adam Ets, Associazione universale di S. Antonio – Ets, Fondazione Nervo Pasini, Irpea Ets, Opera Casa Famiglia, Fondazione Opera della Speranza, Unitalsi Padova), l’impegno profuso complessivamente supera i cento milioni**.

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**47.647.026 euro è il totale del conto economico dei dati aggregati degli enti caritativi che operano nel territorio (Associazione universale di S. Antonio, Caritas, Adam Ets, Fondazione Nervo Pasini, Irpea Ets, Opera Casa Famiglia, Opsa Ets, Fondazione Opera della Speranza, Unitalsi Padova); e 54.780.256 euro il totale del conto economico delle realtà che operano nel mondo: Ufficio per la Pastorale della Missione e Fondazione Cuamm Medici con l’Africa.

Scarica il rapporto annuale 2025

pubblicato il 7 novembre 2026


(Diocesi di Padova)