Ingresso vietato nello stadio alla bandiera di San Marco – Sandonà (ZP): «Inaccettabili le sanzioni ai tifosi che hanno esposto i gonfaloni. Chi porta il Leone della Serenissima non può essere considerato un fuorilegge»

Venezia, 25 novembre 2019 – «Leggiamo dai giornali di stamattina che la questura di Padova ha intenzione di “individuare e sanzionare” i tifosi che ieri, durante la partita di calcio Padova – Rimini, hanno fatto entrare allo stadio Euganeo dei gonfaloni di San Marco, esponendoli sulle pareti della tribuna Fattori. Se queste dichiarazioni dovessero rispondere a realtà, sarebbe davvero un comportamento inaccettabile». Luciano Sandonà, consigliere regionale del gruppo Zaia Presidente, commenta così quanto accaduto ieri allo stadio Euganeo di Padova.

«Il questore di Padova ha dichiarato che esistono delle regole fissate dall’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive – continua Sandonà -, ma mi chiedo come mai queste regole vengano applicate solo a Padova. E solo con la bandiera di San Marco. È ancora più assurdo se confrontiamo il comportamento della questura con quanto successo in altri stadi. Ieri durante la partita di basket Reyer Venezia – Aquila Basket Trento, sugli spalti faceva bella mostra di sé un enorme gonfalone della Serenissima, omaggio dei tifosi ai veneziani colpiti dal maltempo e dall’acqua alta. E vogliamo parlare invece di tutte le bandiere dei quattro mori sarde che sventolano negli stadi? Non è anche questo un simbolo identitario di un popolo, proprio come lo è il nostro Leone di San Marco? Se poi una bandiera viene esposta in segno di unità e fratellanza con i nostri concittadini che in questo momento stanno soffrendo, perché mai si sente il bisogno non solo di bloccarne l’esposizione, ma addirittura di sanzionarne i proprietari?  La bandiera deve sempre poter entrare ovunque, nelle case, negli uffici e negli stadi. Chi porta il leone di San Marco non può essere considerato un fuorilegge. Come veneti – conclude Sandonà -, chiediamo più considerazione e più rispetto per quelli che sono i nostri sentimenti e le nostre origini».

(Lega Nord)