COLDIRETTI VERONA: 80 ANNI DI STORIA NEL NOME DELLA MOBILITAZIONE

NELL’AUDITORIUM DI VERONAFIERE PRANDINI, GESMUNDO E VANTINI LANCIANO LA SFIDA CONTRO UN’EUROPA CHE TRADISCE GLI AGRICOLTORI

 

Verona, 5 Dicembre 2025 – “Con solide radici verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto dai vertici di Coldiretti Verona per celebrare il suo 80° anniversario. L’iniziativa si è svolta oggi nell’Auditorium Verdi di Veronafiere e ha visto la partecipazione di figure di spicco del panorama agricolo, economico e scientifico. L’evento, condotto dai giornalisti Mario Puliero e Laura Peloso è stato “un’occasione importante per dire grazie a chi ha avuto la forza di far nascere quella che oggi è Coldiretti e di scriverne la storia.”, ha spiegato il Direttore Massimo Albano che ha anche aggiunto il simpatico aneddoto di quando, neo assunto, si è ritrovato a dover calcare lo stesso palco in sostituzione del Direttore di allora, bloccato dall’eccezionale nevicata del 1995.

Numerose le autorità che hanno voluto portare i loro saluti: il Presidente di Veronafiere Federico Bricolo in qualità di padrone di casa, il Vicario del Prefetto, Gaetano Losa, il Sindaco di Verona, Damiano Tommasi, il Presidente della Provincia, Flavio Massimo Pasini, e Flavio Piva, Presidente di BCC Veneta, sponsor dell’iniziativa.

Il presidente Alex Vantini ha sottolineato come Coldiretti sia una vera forza amica del Paese perché non si limita a sostenere il settore agricolo, ma orienta il proprio impegno al benessere dell’intera comunità assumendosi forti responsabilità che spesso travalicano il proprio tradizionale campo di azione. Non ha fatto mancare anche un richiamo alle istituzioni, sia europee che locali, come la Regione Veneto: “voglio ricordare – ha detto Vantini – le parole del nostro fondatore, Paolo Bonomi, che 81 anni fa diede vita a Coldiretti. Egli affermava che non è giusto, non è saggio e non è politico, riferendosi all’atteggiamento di chi finge di non comprendere la centralità dell’agricoltura e la fatica delle nostre imprese che quotidianamente garantiscono il cibo e la sicurezza alimentare. Queste parole descrivono perfettamente le sfide del giorno d’oggi: è una nostra precisa responsabilità rimanere vigili e pronti, perché Coldiretti ha nel suo DNA una parola chiave: mobilitazione”.

Durante il suo intervento, il Segretario Generale Vincenzo Gesmundo, nel sottolineare come la costituzione della Federazione di Coldiretti Verona si iscriva negli eventi che fanno la storia del Paese, ha anche colto l’occasione per puntare il dito contro una Europa che sta tradendo le aspettative storiche dell’agricoltura. “Pur essendo convinti europeisti – ha detto – siamo molto arrabbiati con l’Europa. Stanno tradendo la nostra storia, quella che negli anni ha trasformato i semplici coltivatori in veri imprenditori agricoli. Ci indignano il taglio di 90 miliardi di euro alla PAC, essenziale per dare continuità alle aziende agricole e, soprattutto, e l’idea di un fondo unico che va contro all’dea iniziale stessa della Pac. Non si può governare contro gli agricoltori europei”.

Il Presidente Nazionale Coldiretti, Ettore Prandini, ha espresso un “forte senso di orgoglio” ringraziando il presidente Vantini e il direttore Albano. Nel suo intervento, ha toccato molti temi di primaria importanza per il settore agricolo a livello europeo come il vino, l’etichettatura a semaforo, gli accordi di libero scambio, gli agrofarmaci, la concorrenza sleale, la reciprocità, e la tutela delle produzioni italiane. “La Commissione Europea – ha detto – si sta dimostrando miope perché manca totalmente una visione di carattere geopolitico necessaria per la crescita del settore. La politica condotta dalla Presidente Von Der Leyen non rappresenta solo un danno per il settore agricolo, ma per l’intera economia europea”.

“Il 18 dicembre saremo a Bruxelles- ha annunciato Prandini – per affermare chiaramente che non è questa l’Europa che vogliamo. Non è l’Europa che ha permesso all’agricoltura di crescere fino a diventare quella che conosciamo oggi. Non possiamo avanzare senza il sostegno dell’Unione Europea, ma in questo momento l’Europa sta tradendo le aspettative dell’agricoltura”. “Dobbiamo fermare questa deriva – ha concluso Prandini – nell’interesse non solo nostro, ma soprattutto di tutte le future generazioni”.

Parte della serata è stata dedicata a una tavola rotonda sul tema “Agricoltura, clima e geopolitica: il caos necessario per ripensare l’umanità”, con contributi di grande rilievo:

Felice Adinolfi (Professore Ordinario di Economia Agraria, Università di Bologna) che ha messo in luce la necessità di una nuova Politica Agricola Comune (PAC) che affronti sfide attuali come la guerra in Ucraina e i negoziati economici internazionali. “Le attuali politiche europee – ha detto – non riescono a interpretare lo spirito e le esigenze del nostro tempo. Al contrario, assistiamo a un preoccupante arretramento sul fronte comunitario, evidenziato dal tema della rinazionalizzazione”.

Giuliano Noci (Prorettore del Politecnico di Milano) che ha evidenziato che l’agroalimentare italiano deve valorizzare meglio il suo potenziale strategico, superando il “grande provincialismo” che lo caratterizza. Noci è entrato anche nel merito delle lacune di un’Europa ormai non più al passo con i tempi: “l’Europa – ha detto – sta vivendo una preoccupante fase di disgregazione, sta di fatto scaricando le decisioni sui temi cruciali dell’agricoltura ai singoli Stati membri. Oggi invece l’Europa è chiamata a un esercizio di concretezza assoluta: deve urgentemente diventare una massa critica forte e pragmatica capace di confrontarsi con i mercati globali. Altrimenti, rischia di essere un continente superato dai tempi”.

Andrea Giuliacci (Meteorologo e Climatologo) ha esordito affermando che il cambiamento climatico è “ormai un dato di fatto” e sta a noi adattarci ai nuovi scenari sfruttando la tecnologia. Pur avendo presentato dati allarmanti, come l’aumento di 1,1 grado delle temperature a livello planetario nell’ultimo secolo e il fatto che gli ultimi dieci anni siano stati i più caldi dell’era moderna, Giuliacci ha concluso il suo intervento con ottimismo, sottolineando che l’acqua in Italia non manca, ma occorre imparare a gestirla in modo più efficiente, e che la tecnologia offre gli strumenti per vincere la sfida dell’adattamento.

Nel suo intervento, il Vescovo di Verona, Mons. Domenico Pompili, partendo dal concetto dell’uomo di sabbia, simbolo di individualismo e perdita di sé nel testo di Catherine TernynckIo. ha sottolineato che “dobbiamo ritrovare la profonda consapevolezza che l’agricoltura non è solo un settore economico, ma rimane sempre il settore primario, anche nel suo significato etico e nei suoi valori intrinseci. Questa verità non fa che ridare piena dignità e una prospettiva concreta a tutti i nostri agricoltori”.

La seconda parte della serata è stata dedicata al ricordo e alla riconoscenza di tutti coloro che negli anni hanno contribuito alla crescita di Coldiretti Verona, sia in reputazione che nei numeri. Un grande momento di festa che ha avuto il suo culmine nella consegna da parte di Lucio De Marchi, direttore della Federazione dal 2004 al 2006 di una tessera associativa originale del 1945. Un rarissimo cimelio, che d’ora in poi verrà conservato nella sede della Federazione provinciale di Verona, in memoria dell’inizio di una storia che porta in sé un futuro tutto da costruire.

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(Coldiretti Verona)