Una staffetta da compiere insieme

Sabato 9 maggio la Chiesa di Verona si è ritrovata per la Festa del Passaggio 2026, un pomeriggio di festa, balli, giochi e preghiera dedicato ai ragazzi di terza media.
Il tema scelto quest’anno è stato quello delle Olimpiadi. Non una gara da vincere, ma una staffetta da compiere insieme. Ogni ragazzo ha scoperto che correre non significa arrivare primi, ma portare la luce ricevuta fino al prossimo testimone.

Ogni parrocchia ha preparato il Credo, scritto dai ragazzi e lo ha consegnato al vescovo Domenico Pompili.

Tre atleti sul palco — uno determinato, uno incerto, uno quasi pronto ad arrendersi — hanno dato voce alle domande che abitano il cuore di tanti adolescenti: Dove sto andando? Ce la farò? Vale la pena correre se non so dove arrivo?
L’adolescenza non è una trappola da cui scappare, ma il punto esatto in cui scegliere Dio e diventare grandi. In questa scelta non si è mai soli: Dio rimane accanto, come un allenatore che non lascia mai la panchina.

I ragazzi di Sommacampagna, Azzano e Pescantina hanno presentato il loro credo entrando in dialogo con il Vescovo Domenico che ha detto: “Credere significa mettere il cuore in qualcosa o in qualcuno. Credere significa mettere il cuore nei sogni, nell’amicizia vera, nella felicità, nella musica, nello sport, ma soprattutto nella fede. Il passaggio che voi vivete è da condividere insieme agli altri. La vita è una Pasqua permanente, un continuo passaggio”. Con queste parole la Chiesa di Verona ha accolto il germoglio della fede di questi ragazzi per mandarli nel mondo come testimoni del Risorto.

I giochi olimpici hanno avuto inizio con l’accensione del fuoco.

Con l’annuncio del prossimo meeting adolescenti, domenica 27 settembre, la torcia olimpica è passata dai giovani del Centro Pastorale Ragazzi ai giovani del Centro Pastorale Adolescenti e Giovani, come segno di un cammino di fede che non finisce ma continua.

Questa festa ci ha raccontato di una Chiesa giovane che cresce e porta luce. Grazie ai 70 animatori degli stand dei giochi, gli N-Joy che hanno animato con balli, l’Ufficio Catechistico diocesano con lo stand sul Credo, le parrocchie, i catechisti, le famiglie. E soprattutto i ragazzi, che hanno portato sé stessi — con le loro paure, le loro domande, la loro voglia di correre.
La staffetta della vita continua. E la fiamma non si spegne, è accesa e continua a fare luce.

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(Diocesi di Verona)