L’intelligenza artificiale è una tecnologia in rapidissima evoluzione, ma anche un paradigma dirompente che obbliga aziende e pubbliche amministrazioni a ripensare il mondo del lavoro, la formazione del personale, la gestione dei processi organizzativi e dei rapporti sociali. E Venezia è stata la capitale della discussione sulla AI, il luogo scelto per il XIX Summit internazionale delle tre Cotec di Italia, Portogallo e Spagna. Sull’isola di San Giorgio si è tenuto il vertice incentrato sul tema “Rethinking work in the age of AI: Transformation, Opportunity, Governance.”
Un summit che si svolge in una città che da sempre è attenta alle nuove tecnologie e trasformazioni, perché sono la conoscenza, la tecnica e la creatività che le hanno permesso di nascere e svilupparsi, anche oltre i propri confini, come ha spiegato il sindaco di Venezia Simone Venturini in apertura della giornata di lavori, accanto al presidente della Regione Veneto Alberto Stefani e al presidente della Fondazione Cini Gianfelice Rocca: “Venezia ha saputo affrontare e superare i suoi limiti fisici fin dalla nascita, la sua urbanizzazione nasceva sulla laguna. Continuamente ha dovuto superare questi limiti fisici basandosi proprio sulla tecnologia, sulla ricerca, ma anche sulla curiosità: il desiderio di andare a scoprire cosa c’era oltre l’orizzonte”, ha spiegato il primo cittadino.
Un desiderio di scoperta che accomuna Venezia proprio alle grandi potenze di Spagna e Portogallo, paesi che avevano un confine che era il mare: “Eppure proprio quel confine è diventato la forza di due grandi potenze, che hanno voluto andare oltre e conquistare nuovi mondi, conquistare nuovi mercati, conquistare nuove civiltà. Questa è la natura umana, l’idea di migliorare continuamente e scoprire. A ben guardare è proprio la dimensione che stiamo vivendo oggi, in questa rivoluzione tecnologica che è l’AI”.
Rischi e opportunità delle nuove tecnologie: anche su questo dilemma Venezia da sempre fa scuola: “Dobbiamo fare attenzione a non confondere la volontà di scoperta, la curiosità e il desiderio di migliorare la nostra condizione con un altro fenomeno che la mitologia greca ci ha consegnato come warning: la “hybris”, la tracotanza, ovvero l’idea di superare a tutti costi i limiti e solo per il gusto di superarli – ha continuato Venturini – La storia di Venezia insegna ad essere forti nella volontà di crescere, di migliorare il proprio benessere, ma dall’altra parte insegna a stare attenti: non essere arroganti nella ricerca spasmodica di qualcosa di più grande di noi. Una rivoluzione da ‘maneggiare con cura’”.
Trasformazione, opportunità e governance sono proprio i tre pilastri sui quali verte il summit, ospitato in un luogo, l’isola di San Giorgio, che consolida l’alleanza tra le tre organizzazioni Cotec, rappresentate oggi dal Capo dello Stato Sergio Mattarella, dal Re di Spagna Felipe VI e dal Presidente della Repubblica portoghese António José Seguro.
