Nel corso di un normale pomeriggio di esodo estivo lungo l’autostrada A4, con il traffico in aumento verso le località di villeggiatura del basso Lago di Garda, la Polizia di Stato, nei pressi di Peschiera del Garda, ha fermato un veicolo all’interno del quale ha rinvenuto quasi 12 kg di cocaina. L’uomo alla guida – un ventottenne italo-tunisino residente nel comasco – è stato arrestato per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.
Il rinvenimento è stato l’esito di un controllo effettuato d’iniziativa dagli agenti della Sottosezione di Verona Sud della Polizia Stradale, durante un ordinario servizio di pattugliamento in autostrada. Sono stati molteplici gli elementi che hanno indotto i poliziotti ad approfondire le verifiche: il comportamento nervoso del conducente, prima di tutto, che non sapeva giustificare la sua presenza nel veronese, né indicare dove fosse diretto; poi il fatto che, nonostante la presenza all’interno del veicolo del dispositivo per il telepedaggio, fosse stato prelevato il biglietto di ingresso al casello. Un ulteriore fattore che ha generato sospetti è stata la visione di alcuni cavi collegati ai poli di una batteria: un’anomalia tale, all’interno di un abitacolo, da indurre gli agenti a portare il mezzo presso un’autofficina per sottoporta ad un controllo più approfondito.
È stata proprio la presenza di un cablaggio elettrico non originale a consentire di rilevare, di lì a poco, la dislocazione di un apposito congegno elettronico in grado di aprire due sottofondi, uno posto dietro l’autoradio ed un altro, più grande, sotto il sedile anteriore passeggero. All’interno di quest’ultimo vano nascosto, i poliziotti hanno trovato 10 panetti di cocaina del peso complessivo di circa 12 kg.
Il conducente, regolarmente in possesso di patente di guida e di carta d’identità italiana, è stato arrestato per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio ed è stato accompagnato presso la casa circondariale di Montorio. Dopo la convalida dell’arresto, l’autorità giudiziaria ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare della custodia in carcere.
L’autovettura a bordo della quale è stata rinvenuta la droga è stata sottoposta a sequestro, così come i due telefoni cellulari trovati nella disponibilità del ventottenne e i 990 euro in contanti rinvenuti, denaro verosimilmente riconducibile all’attività illecita di cessione dello stupefacente.
Si precisa che la responsabilità penale di ciascuno si considera accertata solo all’esito di giudizio con sentenza penale irrevocabile.
