Cannaregio: esercitazione tra maltempo e salvaguardia dei tesori artistici

Un edificio storico ferito dal maltempo, frammenti di affreschi e mosaici da recuperare, materiali da mettere in sicurezza e un sistema di protezione civile chiamato a intervenire in tempi rapidi e con procedure coordinate.

È lo scenario che questa mattina ha animato l’esercitazione svolta a Venezia, nel sestiere di Cannaregio, con protagonista la Chiesa di Santa Maria Maddalena. Un intervento simulato, ma non a caso nel mese di novembre, nei giorni che ricordano l’Aqua granda del 4 novembre 1966, e costruito su una situazione di rischio concreta, per mettere alla prova capacità operative, coordinamento e preparazione dei volontari di fronte a un’emergenza che coinvolge non soltanto il territorio, ma anche il patrimonio culturale della città.

Lo scenario ha riprodotto gli effetti di una violenta perturbazione, con intense precipitazioni e forti raffiche di vento, ispirata alle condizioni meteorologiche registrate lo scorso 9 settembre. Nella simulazione, le infiltrazioni d’acqua dal tetto della chiesa, in corrispondenza dell’arco est, hanno provocato l’aggravamento di crepe preesistenti e due crolli circoscritti. Calcinacci, mattoni, frammenti di fregi affrescati e inserti a mosaico sono finiti a terra, coinvolgendo anche un leggio ligneo con drappo e libro e altri oggetti presenti nell’edificio.

A guidare l’attività è stato il Nucleo Tutela Beni Culturali del Gruppo Comunale di Volontari di Protezione Civile Venezia Città d’Acqua e Arte, affiancato da volontari provenienti da altri gruppi del Veneto. La collaborazione tra le diverse realtà ha permesso di mettere in campo competenze specialistiche e rafforzare il coordinamento nelle operazioni di salvaguardia e recupero del patrimonio storico-artistico in situazioni di emergenza.  Particolare attenzione è stata dedicata anche alle specializzazioni in ambito meteorologico, beni culturali, logistica e nautica, fondamentali per affrontare scenari complessi in un contesto come quello veneziano.

L’esercitazione ha rappresentato un’importante occasione di verifica sul campo, contribuendo a consolidare la preparazione degli operatori di Protezione Civile, l’efficacia delle procedure e la collaborazione tra le diverse componenti operative. 

“A Venezia, dove la fragilità del territorio si intreccia con la straordinaria ricchezza del patrimonio storico e artistico, prepararsi significa anche proteggere la memoria e l’identità della città – ha evidenziato l’assessore Paolino D’Anna – L’attività conferma il valore della formazione e della collaborazione tra volontari per garantire una risposta efficace alle emergenze e salvaguardare i beni culturali in caso di calamità”.

(Comune di Venezia)