La Giunta comunale ha approvato, nel corso della sua ultima seduta, su proposta dell’assessore all’Urbanistica Paolo Romor, la proposta di deliberazione relativa allo schema di convenzione per la riqualificazione di due edifici residenziali in via Bissa, a Mestre. Il progetto prevede la demolizione dei fabbricati esistenti e la realizzazione di un unico edificio con 12 appartamenti, elevati standard energetici e senza barriere architettoniche. Il provvedimento passa ora all’esame del Consiglio comunale per l’approvazione di competenza.
Il progetto rientra nell’ambito della legge regionale 14 del 2019, denominata “Veneto 2050”, che promuove il recupero e il rinnovamento del patrimonio edilizio esistente. Il nuovo edificio dovrà raggiungere la classe energetica A4, utilizzare fonti rinnovabili con una potenza superiore di almeno il 10% rispetto agli obblighi di legge e garantire l’eliminazione delle barriere architettoniche. L’intervento interesserà esclusivamente un’area già urbanizzata, senza occupare nuovi terreni esterni al lotto. Il provvedimento non comporta impegni di spesa per il Comune.
“L’operazione di via Bissa si inserisce nel più ampio percorso di rinnovamento urbano della terraferma promosso dall’Amministrazione Venturini con l’obiettivo di migliorare la qualità del patrimonio edilizio e recuperare parti della città in disuso”, commenta l’assessore all’Urbanistica Paolo Romor.
Tra i provvedimenti più significativi degli ultimi mesi figura l’approvazione, da parte del Consiglio comunale, della Variante 122 al Piano degli Interventi per la riqualificazione degli ex Magazzini Campana in piazza XXVII Ottobre e dell’ex complesso Telecom alla Cipressina, con nuove funzioni residenziali e interventi sugli spazi pubblici. Si aggiungono il percorso urbanistico per il Terraglio Nord, che prevede nuove aree verdi, parcheggi e collegamenti ciclopedonali, e la proposta approvata dalla Giunta per il recupero del fabbricato incompiuto di via Brunacci a Marghera.
Pur differenti per dimensioni, strumenti urbanistici e benefici pubblici previsti, queste operazioni rispondono alla volontà di rigenerare il tessuto urbano esistente, valorizzando il contributo degli investimenti privati nel rispetto delle regole e degli indirizzi definiti dall’Amministrazione.
“Il nostro piano ‘Mestre Bella’ si sta traducendo in scelte concrete, capaci di migliorare la qualità della città anche attraverso interventi mirati sul patrimonio edilizio esistente – ha dichiarato l’assessore all’Urbanistica Paolo Romor – Non conta soltanto quanto si costruisce, ma soprattutto come si costruisce. Vogliamo favorire un’edilizia di qualità, creando le condizioni perché Mestre sia sempre più una città in cui le famiglie scelgano di vivere. Il compito dell’Amministrazione è accompagnare queste trasformazioni con regole chiare e una visione complessiva della città, valorizzando il recupero dell’esistente e la qualità urbana”.
Ora il passaggio in Consiglio comunale. Se lo schema di convenzione sarà approvato, si procederà alla sottoscrizione tra il Comune e il soggetto privato attuatore, necessaria prima del rilascio del permesso di costruire.
