Suor Romina racconta “monsignor Robert”: «Insieme a Chiclayo per una Chiesa sinodale»

È stata una delle collaboratrici più vicine a papa Leone quando questi era semplicemente «monsignor Robert» ed era vescovo di Chiclayo, in Perù.

Suor Romina Guercio, nata a Siracusa, è una religiosa delle Suore Poverelle, congregazione fondata a Bergamo da San Luigi Palazzolo nella seconda metà dell’Ottocento e presente nella nostra diocesi a Rosà e Vicenza. È dal 2005 che la congregazione si trova in Perù e nel 2015 ha aperto una comunità a Chiclayo, dove Prevost è arrivato come vescovo proprio in quell’anno. Per il Papa nato a Chicago si trattava di un ritorno: in Perù Prevost, da frate agostiniano, era stato missionario dal 1985 al 1998. «Lui ha conosciuto cosa significa passare giornate senza corrente elettrica, senza acqua. Sa cosa vuol dire quando la gente soffre perché lo ha vissuto. Possiamo solo ringraziare il Signore per averci donato un Papa che ha sperimentato queste realtà» racconta suor Romina, arrivata in Perù 15 anni fa e che oggi vive sulla cordigliera delle Ande, nel nord del Paese, a Pimpingos. Non è stato facile contattarla perché, appunto, «la corrente elettrica va e viene, e la connessione internet non è stabile». Alla fine, però, siamo riusciti a farci raccontare gli anni in cui ha collaborato con «monsignor Robert». Un racconto più eloquente di tante ricostruzioni fatte a posteriori e distanti migliaia di chilometri dalla diocesi in cui ha vissuto l’attuale Pontefice. «A Chiclayo sono arrivata nel 2017 – prosegue suor Romina -. Monsignor Robert ha chiesto alla mia superiora che potessi entrare nell’équipe diocesana di animazione missionaria. La mia superiora acconsentì. Ero la prima donna a far parte di questo gruppo. Prevost voleva infatti organizzare una nuova pastorale a livello diocesano, dando un’impronta sinodale, di comunione. Non una Chiesa solo del clero ma di tutti: laici, consacrate, donne e uomini. Un volto reale di una Chiesa che cammina insieme, come ha detto nel primo giorno del suo pontificato». In quella che era una diocesi «molto clericale, monsignor Robert ha impresso un’impronta sinodale dove ciascuno si giocava per quello che era, però insieme, alla ricerca del bene. E sempre con uno sguardo privilegiato per i poveri: quando c’erano situazioni di particolare difficoltà, Prevost era il primo ad essere presente».

Suor Romina Guercio, delle Suore Poverelle, è originaria di Siracusa. Nella foto a fianco, la religiosa incontra papa Leone durante l’udienza privata nel giorno di inizio del suo pontificato, il 18 maggio dello scorso anno.

La città costiera di Chiclayo conta seicentomila abitanti, mentre gli abitanti di tutto il territorio della diocesi (eretta nel 1956) raggiungono il milione e trecentomila persone, suddivise in 50 parrocchie. «Le persone vivono la loro fede sentendosi accompagnate da un Dio che non lascia nessuno solo – racconta suor Romina -. È una fede vissuta, non teorica, ma concreta. Quando accade un evento tragico, come la morte di una persona cara, le persone ripetono “Dio saprà”. È la saggezza della gente umile, è la fede del peruviano».

Nel 2023 Prevost lascia Chiclayo per raggiungere Roma, dove viene creato cardinale e nominato prefetto per il Dicastero dei Vescovi da papa Francesco. «Quando è partito per Roma ho detto alle mie consorelle: “Vedrete che quest’uomo, prima o poi, sarà Papa perché è inserito nel cammino di Chiesa che stiamo vivendo adesso”. Non mi credeva nessuno». Ma suor Romina ci aveva visto giusto. «Abbiamo seguito l’elezione con internet che andava a singhiozzo – racconta -. Quando ho sentito il suo nome ho provato una profonda gratitudine. Ho pensato: “La Chiesa ha una persona che la accompagna verso la comunione, non verso il protagonismo, la carriera, il privilegio. È un missionario, quello che dice non è teoria, è vita vissuta. Papa Francesco chiedeva di diventare Chiesa in uscita e lui ha vissuto quell’esperienza”».

Andrea Frison

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(Diocesi di Vicenza)