Goletta Verde a Venezia presenta il bilancio sui monitoraggi delle acque costiere venete

Venezia 18 giugno 2026                                                                          Comunicato stampa


Goletta Verde a Venezia presenta il bilancio sui monitoraggi delle acque costiere venete 

In Veneto il 100% dei punti monitorati, a mare e alle foci dei fiumi, è risultato entro i limiti di legge, confermato il trend positivo dello scorso anno 

Altro grande tema la sfida legata all’adattamento e alla mitigazione dei cambiamenti climatici.

Venezia tra le città italiane ed europee più vulnerabili alla crisi climatica
Ieri l’arrivo in laguna, con Goletta Verde che ha esposto lo striscione “40 anni controcorrente”
per la sua 40esima edizione
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Legambiente: “Appello al neosindaco: si istituisca un tavolo per una governance climatica unitaria di Venezia, un piano organico capace di garantire la qualità delle acque e la salute dell’ecosistema lagunare anche durante periodi prolungati di chiusura delle bocche di porto e si lavori ancora di più ad un sistema di depurazione davvero efficace nel centro storico”.
 

Domani Goletta Verde arriverà a Chioggia per parlare di rinnovabili e futuro energetico.
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Buone notizie per il Veneto.  Su 11 punti campionati da Goletta Verde di Legambiente, 6 in mare e 5 in corrispondenza di foci di fiumi, tutti sono risultati entro i limiti di legge confermando, così, il trend positivo dello scorso anno. È quanto emerge in sintesi dai monitoraggi effettuati dai tecnici di Golette Verde e presentati oggi in conferenza stampa a Venezia. I prelievi lungo la costa veneta, effettuati il 26 maggio, hanno riguardato la provincia di Venezia (con i comuni di Caorle, Eraclea, Cavallino Treporti, Chioggia) e quella di Rovigo (con il comune di Porto Tolle). Bene in media il monitoraggio riguardante la presenza dei cartelli informativi sulla qualità delle acque, trovati sia sulla spiaggia presso piazza Marco Polo a Caorle e sia su quella a destra della foce del Po delle Tolle. Non sono stati, invece, rinvenuti cartelli di divieti di balneazione in nessuno dei punti monitorati, la cui responsabilità diretta è delle amministrazioni costiere che governano il territorio.

Per quanto riguarda i punti monitorati: in provincia di Venezia sono stati campionati tre punti a Caorle, la spiaggia presso lo sbocco della laguna in Foce Canale dei Lovi, la Bocca di Porto Falconera e la spiaggia presso piazza Marco Polo. Presso il comune di Eraclea il prelievo è stato effettuato alla Laguna del Mort, mentre al lido di Jesolo è stato effettuato presso la foce del Piave. Due i punti nel comune di Cavallino Treporti, la foce del fiume Sile e lo sbocco della laguna presso Punta Sabbioni, e due i punti a Chioggia, la foce del fiume Brenta e quella del fiume Adige. Due, infine, i punti in provincia di Rovigo, ricadenti entrambi nel comune di Porto Tolle: la foce del Po di Maistra in località Boccasette e la spiaggia a destra della foce del Po di Tolle, in località Barricata.

“I monitoraggi che abbiamo effettuato a mare e alle foci dei fiumi – commenta Stefano Raimondi, portavoce di Goletta Verde e responsabile nazionale biodiversità di Legambiente – confermano l’assenza di criticità, ma non bisogna dimenticare il tema dell’informazione e quello della gestione integrata della risorsa idrica e dell’adattamento alla crisi climatica. Informare i cittadini sulla qualità delle acque di balneazione è importantissimo. Spesso in prossimità delle foci si vengono a creare spazi di spiaggia libera utilizzata dai bagnanti che potrebbero essere, quindi, esposti anche ad un potenziale rischio di inquinamento per una mancata o assente depurazione. Riguardo il tema della crisi climatica, non va dimenticato che Venezia è sempre più minacciata dagli eventi meteo estremi, dall’innalzamento del livello del mare, dalla siccità e dall’arrivo delle specie aliene come il granchio blu o la noce di mare. Quest’ultima lo scorso gennaio ha invaso la laguna, si tratta di invertebrato tra le specie invasive più dannose al mondo e che si adatta ai cambiamenti climatici”.

Fosu adattamento e mitigazione: Al tema della qualità delle acque, si affianca quello della crisi climatica. Legambiente ricorda che Venezia è una delle città della Penisola, insieme alla laguna, che resta tra le più vulnerabili, configurandosi come uno dei territori europei maggiormente esposti agli impatti della crisi climatica. A preoccupare è l’aumento delle temperature. Secondo la rete meteorologica regionale il 2024 è stato l’anno più caldo che abbia osservato (seguito dal 2022, 2023 e 2025), confermando una tendenza che comporta un aumento delle ondate di calore, delle notti tropicali e degli eventi meteorologici estremi. La Laguna di Venezia rappresenta uno degli ecosistemi italiani più esposti agli effetti di questi cambiamenti: oltre all’innalzamento del livello del mare e alla crescente frequenza delle chiusure del MOSE, si registrano alterazioni degli equilibri idrodinamici, pressioni crescenti sulla biodiversità e un incremento delle precipitazioni intense, che nel 2024 hanno superato di oltre il 30% la media climatica di riferimento.

Appello al neo sindaco: per affrontare questa sfida senza precedenti, per Legambiente serve una visione politica integrata e di lungo periodo che guardi oltre il MOSE e punti anche sulle soluzioni basate sulla natura. Per questo oggi l’associazione ambientalista con Goletta Verde rilancia un appello al neosindaco Simone Venturini e al nuovo Consiglio Comunale appena insediato chiedendo di istituire un tavolo per la governance climatica unitaria di Venezia, capace di superare la frammentazione tra centro storico, terraferma e laguna, tenendo insieme la sicurezza delle cittadine e dei cittadini e le necessità delle attività economiche e produttive con la tutela degli ecosistemi. La città lagunare può diventare un hub internazionale per lo studio e l’adattamenti climatico. Sul tema depurazione, Legambiente considera prioritario proseguire il collettamento delle aree ancora non servite verso un sistema di depurazione davvero efficace nel centro storico, inserendo però tali interventi all’interno di una strategia complessiva di gestione delle acque reflue e di tutela della laguna. Fondamentale sarà inoltre rafforzare il monitoraggio scientifico e gli interventi di miglioramento della qualità delle acque, riducendo le pressioni antropiche che gravano sull’ecosistema lagunare.

“Di fronte a questo sta accadendo in Veneto – commenta Luigi Lazzaro, presidente Legambiente Veneto – diventa indispensabile passare da una gestione emergenziale a una pianificazione strutturale che integri adattamento climatico, tutela della laguna e sicurezza del territorio, riconoscendo che la salvaguardia di Venezia dipenderà sempre più dalla capacità di governare trasformazioni che sono già in corso. Uno dei nodi strategici riguarda, infatti, la gestione delle acque e il futuro del sistema MOSE. Pur rappresentando oggi uno strumento fondamentale per la protezione della città dagli eventi di alta marea eccezionale, il MOSE non può essere considerato la soluzione definitiva alle sfide poste dall’innalzamento del livello del mare. E la gestione del sistema fognario della città storica passa anche dalle scelte di funzionalità del MOSE: dal 1 gennaio al 31 marzo 2026, le paratoie del MOSE a Venezia si sono alzate 30 volte. Una cifra che ha eguagliato in anticipo i record storici di attivazione dell’infrastruttura, rendendo i primi mesi del 2026 una stagione senza precedenti che fa emergere l’urgenza di un piano organico capace di garantire la qualità delle acque e la salute dell’ecosistema lagunare anche durante periodi prolungati di chiusura delle bocche di porto. In questo senso servirà avviare presto un programma permanente di tutela e ricostruzione di barene, velme e bassifondi, ecosistemi fondamentali per l’equilibrio della laguna e per la protezione della città dagli effetti dell’innalzamento del livello del mare.”

“Accanto alle opere di difesa – chiosa Gabriele Scaramuzza, presidente del Circolo di Legambiente Venezia – servono interventi strutturali capaci di aumentare la resilienza del territorio: rinaturalizzare le aree degradate, rafforzare la rete di protezione dagli allagamenti, aumentare il verde urbano e realizzare rifugi climatici, anche nella città storica, per contrastare le ondate di calore sempre più frequenti e intense. La crisi climatica è un’emergenza che porta con sé anche nuove responsabilità: l’occasione per costruire una Venezia più sicura, sostenibile e capace di trasformare la propria fragilità in un modello europeo di innovazione, rigenerazione e adattamento ambientale. Legambiente Venezia è pronta a fare proposte, collaborare e verificare con l’Amministrazione le azioni che potranno essere realizzate”.

Prossimi appuntamenti con Goletta Verde: l’imbarcazione di Legambiente domani venerdì 19 giugno arriverà a Chioggia. Alle ore 11.00, a bordo dell’imbarcazione, si terrà l’incontro Oltre il fossile: le opportunità delle rinnovabili per il Veneto e il territorio del Polesine” per fare il punto sul futuro energetico del Veneto.Interverranno: Katiuscia Eroe, responsabile energia Legambiente e portavoce Goletta Verde, Luigi Lazzaro, Presidente Legambiente Veneto, Alberto Stefani Presidente Regione Veneto, Rodolfo Laurenti, Direttore Consorzio di Bonifica delta Po, Pako Massaro – Direttore Parco delta Po, Emiliano Pizzini – Vicepresidente Italia Solare; Loris Tomiato direttore generale di Arpav, diversi sindaci dei comuni del Delta de Po e Giuseppe Toffoli presidente della fondazione GoLab.  Nel pomeriggio dalle 15:30 alle 17:30 seguiranno le visite guidate all’imbarcazione; mentre alle ore 18:30, a bordo di Goletta Verde, sarà organizzato nell’ambito della campagna Operazione Fiumi l’aperitivo di presentazione dei risultati dei monitoraggi dei fiumi di Adige, Brenta, Bacchiglione e Fratta Gorzone.

(Legambiente Veneto)