Esprimo i migliori auguri – miei e di tutta la Diocesi – a papa Leone XIV, nel primo anniversario della sua elezione a Sommo Pontefice e, insieme, la riconoscenza per come ci sta guidando in questi tempi così difficili e impegnativi.
Grazie, per l’impegno instancabile, mite e fermo a favore della pace, e perché ci ricorda che l’impegno per essa deriva direttamente dall’annuncio del Signore Gesù risorto.
Grazie, perché al cuore di tutto il nostro operare continua a porre l’annuncio del Vangelo.
Grazie, perché continua a ricordarci la priorità dell’annuncio di Cristo, Signore del tempo e della storia: “Se non diamo Cristo integro, daremo sempre estremamente poco”, poiché, “non sono due amori, ma uno solo e unico, quello che ci spinge a donare sia il pane materiale sia il Pane della Parola”.
Grazie, perché ci testimonia la forza e la serenità che derivano da una fede salda in Dio.
Grazie, perché ci aiuta a riscoprire i testi del Concilio Vaticano II come orientamento e guida sicura per tutta la Chiesa.
Grazie, perché ci chiede che ogni nostra comunità cristiana sia una “casa della pace”, per vivere relazioni riconciliate, percorrendo una “una via umile, fatta di gesti quotidiani, che intreccia pazienza e coraggio, ascolto e azione”.
Grazie, perché da figlio di sant’Agostino ci richiama alla cura dell’interiorità, per essere “sempre più autentici” e non avere “bisogno di mettere delle maschere. E la strada privilegiata che ci conduce nell’interiorità è la preghiera: in un’epoca in cui siamo iperconnessi, diventa sempre più difficile fare l’esperienza del silenzio e della solitudine”.
Grazie, perché ci insegna a guardare ai poveri e agli ultimi non come ad un problema sociale: “essi sono una questione familiare. Sono dei nostri”, e “la carne stessa di Cristo”. E perché chiede alla Chiesa di essere “povera per i poveri” e la esorta ad “impegnarsi sempre di più a risolvere le cause strutturali della povertà”.
Grazie, perché ci indica sempre il faro sicuro ed esigente della difesa e della promozione della dignità inalienabile della persona umana, in ogni aspetto della vita, dagli usi molteplici dell’intelligenza artificiale sino alle relazioni interpersonali.
Grazie, perché ci ricorda il ruolo centrale della Dottrina sociale della Chiesa, da intendere non come “un sistema chiuso di dottrine, né uno strumento di indottrinamento, ma una riflessione etica viva che insegna ad avvicinarsi ai problemi sociali con criteri morali e spirito critico”, soprattutto per l’azione di “fedeli laici, nutriti della Parola di Dio e formati nella dottrina sociale della Chiesa, protagonisti dell’evangelizzazione nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli ospedali, negli ambienti sociali e culturali, nell’economia, nella politica”.
Grazie, perché ci ricorda che l’educazione integrale della persona è “atto di speranza e compito d’amore”.
Grazie, per il suo continuo richiamo, con le parole e con l’esempio, all’unità della Chiesa a servizio del mondo, perché “l’amore di Cristo ci spinge in quanto ci possiede, ci avvolge, ci avvince. L’unità attrae, la divisione disperde”.
Per questo e per tanto altro assicuriamo a papa Leone XIV la nostra fedeltà, la nostra vicinanza, la nostra preghiera.
✠ Michele Tomasi